Giorno del Ricordo 2026: a Pavia la cerimonia istituzionale in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata
Pubblicato il 10 febbraio 2026 • Comunicati
Si è svolta questa mattina, 10 febbraio 2026, presso l’Aula Magna del Collegio Ghislieri di Pavia, la cerimonia istituzionale del Giorno del Ricordo, dedicato alla memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. Un momento solenne e partecipato che ha visto la presenza delle autorità civili e militari del territorio, delle associazioni e di 200 studenti degli istituti secondari pavesi.
L’iniziativa, promossa congiuntamente da Prefettura di Pavia e Comune di Pavia, si è aperta con i saluti istituzionali del Prefetto Francesca De Carlini, del Sindaco di Pavia Michele Lissia e del Presidente della Provincia Giovanni Palli. A seguire, l’approfondimento storico a cura del professor Roberto Spazzali, che ha guidato il pubblico in una riflessione documentata sulle cause e sulle conseguenze dell’esodo istriano-dalmata, inserendo quegli eventi nel più ampio contesto delle tensioni che hanno segnato il confine orientale nel Novecento.
Nel suo intervento, il Presidente Giovanni Palli ha richiamato il valore civile della memoria, sottolineando come il Giorno del Ricordo sia «una solennità che ci chiede una cosa essenziale: dare nome al dolore e custodirlo», perché esistono pagine della storia che non possono essere lasciate nell’ombra o nell’indifferenza. Il Presidente ha ricordato come, nelle terre dell’Istria, della Dalmazia e della Venezia Giulia, la convivenza tra comunità diverse sia stata spezzata dalla violenza delle ideologie totalitarie del Novecento, che trasformarono l’appartenenza in colpa e le differenze in motivo di persecuzione. In quel contesto maturarono arresti, sparizioni, esecuzioni e il dramma delle foibe, simbolo degli eccidi, insieme al doloroso esodo forzato di migliaia di famiglie costrette ad abbandonare case, beni e radici.
A quella sofferenza si aggiunsero per lungo tempo il silenzio e la rimozione. Palli ha evidenziato come oggi questa pagina sia finalmente parte della memoria nazionale, anche grazie alla tenacia degli esuli e dei loro discendenti, ribadendo che «nessuna violenza può essere relativizzata o piegata alle convenienze delle ideologie, e nessun dolore può essere dimenticato». Nel suo discorso è stato richiamato anche il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito quelle vicende «un monito perenne contro le ideologie e i regimi totalitari» che opprimono i cittadini e negano i diritti fondamentali della persona.
Un richiamo che, ha sottolineato Palli, parla soprattutto ai giovani e al mondo della scuola, chiamati oggi a distinguere tra memoria fondata sui fatti e narrazioni distorte in un contesto dominato dalla sovrabbondanza di informazioni. Il Presidente ha poi indicato nella costruzione europea un percorso di ricomposizione delle ferite della storia, citando l’esperienza di Gorizia e Nova Gorica - Capitale europea della cultura 2025, simbolo di un confine che da linea di divisione è diventato spazio di incontro.
La piazza Transalpina/Trg Evrope è stata evocata come immagine concreta di una frontiera superata attraverso la cultura, il dialogo e la collaborazione tra popoli. Un ulteriore riferimento è stato rivolto ai valori dello sport e allo spirito olimpico, richiamando la Carta Olimpica e l’impegno per una società pacifica fondata su regole comuni, rispetto e dignità della persona, principi che trovano eco nell’avvicinarsi di Milano Cortina 2026. Memoria e pace, ha concluso Palli, non sono dimensioni separate: una memoria autentica educa alla pace, e la pace nasce dal riconoscimento dell’altro e dalla difesa della dignità umana.
La cerimonia si è conclusa in un clima di raccoglimento e partecipazione, con l’invito condiviso dalle istituzioni a custodire la verità storica e a trasmettere alle nuove generazioni il valore della convivenza, del rispetto e della responsabilità civile.