PresentazioneIl Giardino Alpino di Pietra Corva, compreso amministrativamente nel comune di Romagnese in provincia di Pavia, è ubicato sul versante orografico destro della Val Tidone, a 950 m di altitudine, sulle pendici del Monte Pietra di Corvo, suggestivo e dirupato affioramento di scura roccia vulcanica che si erge sino a 1070 m.

Lasciato il centro abitato di Romagnese, si procede in direzione della frazione Grazzi, superata la quale si raggiunge, in auto o in pullman, l’ampio piazzale adibito a parcheggio, ove sorge un confortevole "punto di ristoro". Infine, salendo un breve sentiero, si giunge di fronte alla rustica e caratteristica cancellata che immette al giardino.

Al di là, tra conifere e faggi, si snoda un dedalo di piccoli sentieri tra aiuole e roccere, percorrendo i quali si possono ammirare innumerevoli piante che trovano dimora negli anfratti e nelle nicchie delle rocce.

Sotto il profilo didattico educativo il Giardino Alpino di Pietra Corva si presta a diventare meta ottimale per gruppi con interessi naturalistici. La bellezza del luogo, l’impatto estetico, la ricchezza di forme e di colori lo rendono meta consigliabile per escursioni e gite; il visitatore potrà pertanto unire al piacere di una passeggiata nel verde dei boschi la possibilità di osservare piante rare o provenienti da luoghi lontani.

E’ possibile, su prenotazione, la visita guidata per gruppi e comitive.

Per informazioni:
Emanuela Piaggi (0382 597865 oppure 335 7600084)
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


APERTURA AL PUBBLICO: dal 1° aprile al 30 settembre
dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00
Giorno di chiusura: lunedì

Ingresso al Giardino Alpino di Pietra Corva:
Biglietto intero Euro 2,00
Biglietto ridotto Euro 1,00 (bambini e ragazzi da 6 a 14 anni)
Biglietto omaggio (bambini al di sotto dei 6 anni)

PROVINCIA DI PAVIA
Assessore alle Politiche Ambientali, Riserve Naturali e di Programmazione e Coordinamento Territoriale
Michele Bozzano
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UKThe botanic alpine garden of Pietra Corva is located in the village of Romagnese (in the province of Pavia, Italy). Its setting is at the foot of Monte Pietra di Corvo, at 930 m, in the mountain region of Oltrepò Pavese ("Land beyond the Po River") which belongs to the Northern Apennines. It was founded by Dr. Antonio Ridella and it covers 3 hectare of land. The flora of this garden belongs mostly to the montane, subalpine and alpine zones of the Alps. Nevertheless it is also possible to see numerous species belonging to the Apennines, the Pyrenees and other mountain ranges worldwide. Here you may find some outstanding communities of particular genuses (Primula, Saxifraga, Gentiana, Iris, etc.). It is open from April to September from 9.00 to 12.00 and from 15.00 to 19.00 (closed on Monday).

FranceLe jardin botanique alpin de Pietra Corva se trouve dans à la Commune de Romagnese (Province de Pavie, Italie). Il est adossé aux pentes du Mont Pietra di Corvo, à une altitude de 930 m, dans la zone montagneuse de I'Oltrepò Pavese, appartenant à l'Apennin septentrional. Ce jardin fut fondé, par le Docteur Antonio Ridella en 1967, il occupe une superficie da près de trois hectares. La flore que l'on y observe correspond surtout aux plans montagneux, subalpins et alpins des Alpes; il y a egalement dìverses espèces originaires de l'Apennin, des Pyrénées et d'autres systèmes montagneux dispersés dans le monde entier. A relever la richesse de quelques genres: (Primula, Saxifraga, Gentiana, lris, etc.) Ouverture au public: de avril à septembre (fermé le lundì), de 09.00 à 12.00 et de 15.00 à 19.00.

DeutschlandDer botanische Alpengarten von Pietra Corva befindet sich in der Gemeinde von Romagnese (Provinz Pavia, Italien). Er liegt am Fuße des Berges Pietra di Corvo auf einer Höhe von 930 m in den Hügeln von Oltrepo Pavese ("Land jenseits des Flusses Po"), die zum nördlichen Teil des Apennin gehört. Der Garten wurde 1967 von Dr. Antonio Ridella gegründet und erstreckt sich auf einer Oberfläche von ungefähr 3 Hektar. Die Flora, die man dort beobachten kann, gehört hauptsächlich zu den montanen, subalpinen und Alpenebenen; man kann außerdem verschiedene Blumenarten, die für den Apennin, die Pyrenäen und andere Gebirgsgruppen in der ganzen Welt typisch sind, finden. Bestimmte Typen sind besonders häufig (Primula, Saxifraga, Gentiana, Iris, usw.) Öffnungszeiten: Von April bis September von 9.00 bis 12.00 und von 15.00 bis 19.00 Uhr (Montag geschlossen).

Il giardino all'inizio della sua realizzazioneLa storia di questo giardino è strettamente legata all’indimenticabile figura del dott. Antonio Ridella, valente veterinario e cinofilo, ma anche naturalista e grande appassionato di botanica, che attorno al 1960 elaborò l’idea di creare un giardino botanico in questo lembo di territorio montano.

L’amore per la botanica aveva accompagnato il dott. Ridella fin dai tempi dell’Università e si era affinato nel tempo durante i suoi numerosi viaggi di esplorazione su Alpi, Carpazi, Pirenei e Ande, ove aveva potuto ammirare la bellezza delle piante di alta quota nella molteplicità dei loro adattamenti. Esperienze ricche ed irripetibili che raccontava agli amici e soprattutto ai bambini; racconti sicuramente colmi di passione ma insufficienti a descrivere ciò che aveva osservato. Via via si delineò così il progetto di un giardino dove raccogliere le piante di montagna affinchè le stesse potessero essere mostrate ad un pubblico interessato.

La realizzazione richiese molta fatica, il progetto era insolito e, per parecchi anni, poche persone lo aiutarono in un’impresa apparentemente irrealizzabile. Determinante a quel tempo fu il contributo del giovane giardiniere Cesare Soffritti che, non solo lo accompagnò nelle innumerevoli escursioni alla ricerca di piante spontanee da introdurre nel giardino, ma fu soprattutto colui che, operativamente, allestì le aiuole, le roccere e i percorsi interni al giardino stesso.

Il Dott. Ridella fondatore del giardinoUn piccolo stagno ed alcune aiuole delimitate da tronchi, qualche piantina sparsa qua e là tra i grandi massi, così appariva il giardino nei primi tempi della sua costruzione. La realizzazione definitiva richiese ancora parecchio tempo. Negli anni successivi vennero infatti introdotte numerose specie raccolte in natura o ricevute in scambio da altri giardini botanici.

Dopo tanta fatica e sacrifici da parte di questi due personaggi, tra loro così diversi ma complementari, il Giardino venne aperto ufficialmente al pubblico nel 1967. Il Dottor Ridella purtroppo morì improvvisamente nel gennaio del 1984, lasciando in eredità a quanti lo avevano aiutato a realizzare questo suo sogno l’impegno di continuare.

In quest’ultimo periodo il Giardino fu interessato da un notevole sviluppo: furono ampliate le collezioni botaniche, ricostruiti habitat e allestite nuove aiuole e roccere, e soprattutto incrementati i rapporti con altri giardini italiani e stranieri; in questa fase si predispone il Catalogo dei semi (Index seminum) al fine di consentire lo scambio di semi con circa 400 Giardini ed Orti botanici di tutto il mondo. Viene in seguito ristrutturata la foresteria e furono realizzate nuove ed importanti strutture quali il Centro Visita e il Centro Studi dell’Appennino Settentrionale.

Attualmente il Giardino Alpino di Pietra Corva è gestito dalla Provincia di Pavia attraverso una convenzione con il comune di Romagnese e la Comunità Montana Oltrepò Pavese.

Il Centro visitaPer giardino botanico alpino appare appropriata la definizione attribuita dal prof. Franco Pedrotti che paragona il giardino botanico alpino ad un orto botanico, istituito in zone di montagna, per la coltivazione delle specie della flora alpina, intesa, sia come flora delle Alpi, che degli altri sistemi montuosi europei ed extra-europei.

I primi giardini botanici alpini sorsero soprattutto in Austria e in Svizzera attorno alla metà del 1800. In quel periodo si andavano intensificando sempre di più le escursioni in montagna, anche alla scoperta di nuove vie di accesso alle cime più difficoltose ed elevate e di pari passo cresceva il desiderio di scoprire la natura nei suoi molteplici e delicati aspetti ed equilibri. Proprio in quegli anni nacquero i primi giardini alpini per lo più accomunati dal medesimo fine di raggruppare, in spazi relativamente ridotti, il numero più grande possibile di piante alpine al fine di agevolarne il riconoscimento e lo studio.

Il Giardino di Pietra Corva, pur fregiandosi di questo appellativo, ospita anche molte piante che crescono in orizzonti vegetazionali tipici di zone meno elevate.

Come è previsto dalla concezione moderna di gestione dei giardini botanici, in particolare il Giardino Alpino di Pietra Corva svolge molteplici funzioni:

funzione didattico-educativa che si esplica sia mediante l’effettuazione di visite guidate concepite come un preciso momento del programma scolastico, sia attraverso un adeguato sistema di cartellinatura delle piante, di cartellonistica esplicativa, depliants e guide specifiche, percorsi guidati opportunamente attrezzati.

Pannello esplicativoIl Giardino è dotato di un Centro Visita che illustra i diversi aspetti del territorio dal punto di vista vegetazionale, geomorfologico e petrografico; per completare la scenografia di “museo all’aperto”, i vialetti ed i sentieri interni sono arricchiti dalla presenza di teche con pannelli che illustrano gli aspetti peculiari del territorio circostante;

funzione di conservazione e protezione delle specie rare, endemiche o in pericolo di estinzione la cui coltivazione in questi luoghi costituisce una specie di “rifugio” facilitandone la riproduzione, la crescita e preservandole dal pericolo di estinzione;

funzione di ricerca educazione ed informazione sull’ecosistema naturale appenninico.

Presso il Giardino Alpino di Pietra Corva è stato realizzato un Centro Studi dell’Appennino Settentrionale il cui scopo è quello di favorire, sviluppare e realizzare attività di ricerca, educazione ed informazione sull’ecosistema naturale appenninico nonché attività di studio della biodiversità del territorio limitrofo.

La struttura del Giardino Alpino dispone, ad uso gratuito, di una foresteria, al fine di consentire a ricercatori, naturalisti, studiosi e coloro che vorranno ampliare le proprie conoscenze in campo ambientale, di dimorare temporaneamente presso la struttura;

funzione di valorizzazione turistico-economica del territorio circostante.

 

La cartina del giardinoChi si accinge a visitare per la prima volta il Giardino Alpino di Pietra Corva certamente troverà qualche difficoltà nell’intuire i criteri della sua organizzazione: le specie presenti non sono distribuite seguendo una sola linea di intervento, ma la loro ubicazione risponde ad esigenze ecologiche, oppure ad un raggruppamento sistematico o geografico.
Ci sembra opportuno quindi individuare una visita ipotetica, lasciando tuttavia all’interesse e alla fantasia di ciascun visitatore la possibilità di approfondire le eventuali tematiche indotte dalla visita o di scegliere percorsi legati ai propri interessi.
Il sentiero di entrata conduce di fronte all’edificio adibito a foresteria ed al centro visita.
Il vialetto di ingressoSul lato destro la superficie del giardino è quasi pianeggiante ed ospita numerose aiuole e roccere, un suggestivo stagno popolato da varie specie di anfibi, il vivaio; a sinistra il sentiero principale sale dolcemente e conduce alla porzione più elevata, dove su ghiaioni e rocce serpentinose, calcaree e silicee, vivono molte piante alpine.
Un sentiero all’interno della faggeta, collega, nella zona alta, le due parti.
Iniziamo l’ipotetica visita percorrendo il vialetto d’entrata in un sottobosco di rododendri (Rhododendron ferrugineum).
Giunti di fronte al "rifugio" giriamo a destra.

Il settore C ospita numerose piante delle Alpi Marittime, delle Dolomiti, del Gran Sasso e delle Alpi Apuane. Tra queste alcune specie rare o endemiche quali Gentiana ligustica, Jovibarba allionii, Primula marginata, Saxifraga cochlearis (Alpi Marittime); Aquilegia einseleana, Gentiana clusii, Potentilla nitida, Saxifraga crustata (Dolomiti); Androsace villosa, Gentiana dinarica, Leontopodium nivale, Saxifraga porophylla, Thlaspi stylosum (Gran Sasso); Galium paleoitalicum, Globularia incanescens, Moltkia suffruticosa, Potentilla apennina (Alpi Apuane).

La ninfea biancaIl successivo settore B è costituito soprattutto da uno stagno dove vivono specie molto interessanti, caratterizzate tutte da una igrofilia più o meno accentuata.
Al centro cresce abbondante la ninfea bianca (Nymphaea alba); dove la profondità dell’acqua diminuisce, si insediano il trifoglione d’acqua (Menyanthes trifoliata), il ranuncolo delle canne (Ranunculus lingua) e la sagittaria (Sagittaria sagittifolia). Sui margini si affermano cortine di alte erbe quali tife, calami, epilobi, felci (tra cui la felce regale, Osmunda regalis), carici, iris (Iris pseudacorus e I. sibirica). Tra queste piante si riproducono alcune rare orchidee dei suoli palustri quali Dactylorhiza incarnata ed Epipactis palustris. Ciò rappresenta un ottimo successo conservazionistico, in quanto tali specie vanno sempre più rarefacendosi sull’Appennino.

Il campanellino maggioreLe aiuole del settore A, posto all’estrema destra del rifugio, quasi sempre in ombra, accolgono numerose piante dalla fioritura precoce, quando la neve non è ancora del tutto disciolta; in particolare ricordiamo crochi, bucaneve, campanellini, scille, anemoni, ranuncoli. Un’aiuola del medesimo settore ospita invece una interessante raccolta di sassifraghe.
Da questa zona partono due sentieri che si snodano attraverso la faggeta ed un tratto di bosco misto; percorrendoli potremo osservare svariate essenze arboree ed arbustive: faggi, aceri,carpini, castagni, sorbi, peri, ciliegi, noccioli, biancospini, larici, pini; inoltre alcune piante tipiche del sottobosco quali Daphne laureola, Luzula nivea, Paris quadrifolia, Polygala chamaebuxus, Prenanthes purpurea, Vinca minor.

La torbieraIl sentiero superiore che sale attraverso il bosco, conduce al settore O; quello inferiore ritorna invece verso il rifugio costeggiando lo stagno ed il vivaio di ambientamento all’aperto; le piante ottenute in serra da semina, dopo la prima fase di crescita e successivo rinvaso, vengono qui trasportate dove trascorrono un periodo di acclimatamento per irrobustirsi ed essere in seguito poste a dimora nelle aiuole e nelle roccere.
Spostiamoci ora nella zona di giardino posta a sinistra del rifugio, più elevata e di estensione maggiore.

Fritillaria montana la specie simbolo del giardinoIl settore F è caratterizzato dalla presenza di un rigagnolo che fuoriesce da un piccolo stagno artificiale posto nella parte superiore. Il suo percorso alimenta due piccole torbiere ove si possono rinvenire specie caratteristiche di questi ambienti tra cui Hydrocotyle vulgaris, Parnassia palustris, Primula farinosa, P. integrifolia, P. minima, P. rosea (Himalaya) Saxifraga stellaris, Tofieldia calyculata, Viola palustris; è possibile inoltre osservare una curiosa specie carnivora del Nord America, Sarracenia purpurea, che, pur estranea alle torbiere italiane, ha esigenze ecologiche simili ed è caratterizzata da foglie saldate al margine a formare una sorta di imbuto che costituisce una trappola mortale per gli insetti che vi penetrano.
In questo settore vegeta anche la rara ed interessante Fritillaria montana, simbolo del Giardino di Pietra Corva, spontanea in due ristrette stazioni nei pressi dello stesso.
La specie è a rischio di estinzione, pertanto un’importante funzione del giardino, quella conservazionistica, viene opportunamente espletata. Altre specie interessanti presenti in questo settore sono: Adonis vernalis, Astragalus centroalpinus, Campanula pyramidalis, Catananche caerulea, Edraianthus graminifolius, Ephedra major, Lilium pomponium, Moltkia suffruticosa, Sternbergia lutea.

La peonia selvaticaIl settore G ospita un piccolo stagno artificiale ove fiorisce in nannufaro o ninfea gialla, seminascosto da una roccera su cui crescono alcune specie interessanti delle Alpi meridionali, in particolare sassifraghe (Saxifraga burseriana, S. diapensioides, S. hostii, S. crustata, S. tombeanensis) ed altre rare specie endemiche quali Corydalis lutea, Daphne petraea, Silene elisabethae. In questo settore è possibile ammirare, allo sciogliersi delle neve, una imponente fioritura della rosa di Natale (Helleborus niger), in primavera la primula di Palinuro (Primula palinuri) e a giugno appaiono i grandi boccioli porporini di Paeonia officinalis.

Anche il settore H ospita molte piante importanti di cui ricordiamo Artemisia chamaemelifolia, Astragalus sirinicus, Betula nana, Callianthemum kernerianum, Cyclamen purpurascens, Delphinium elatum, Dryas octopetala, Erinus alpinus, Horminum pyrenaicum, Juniperus sabina, Matthiola fruticulosa, Potentilla nitida, Primula auricula, P. glaucescens, Rhododendron hirsutum.
Nel settore I vegetano invece alcune interessanti liliacee tra cui Allium oleraceum, Fritillaria davisii, F. involucrata, F. meleagris, F. ruthenica, Narcissus pseudonarcissus.
La scilla silvestreLe piante provenienti dai Pirenei sono poste a dimora nel settore L (roccere L2 ed L3).
Tra le numerose ricordiamo: Aquilegia pyrenaica, Arenaria tetraquetra, Fritillaria pyrenaica, Geranium cinereum, Merendera pyrenaica, Narcissus triandrus, Saxifraga canaliculata, S. longifolia, S. media. Lo stesso settore ospita piante ancor più esotiche in quanto originarie della catena delle Ande, specie caratteristiche per le forme ed i colori insoliti quali Araucaria araucana, Berberis darwinii, B. julianae, Caragana aurantiaca, Fuchsia magellanica, Nothofagus pumilio, Oxalis enneaphylla, Schinus patagonicus e molte altre.
Anche il Nord America è rappresentato da alcune piante caratteristiche dei suoi rilievi.

La genziana

Ora il sentiero sale rapidamente e ci conduce vero la sezione più elevata del giardino (settore Osettore P) ove, utilizzando massi emergenti e costruendo ghiaioni con sfasciumi di roccia calcareo-dolomitica e di roccia silicea, si è cercato di riprodurre l’ambiente dell’orizzonte alpino. Qui nascosti tra i sassi o nelle fessure delle rocce vegetano e talora si riproducono: Achillea clavenae, Aethionema thomasianum, Androsace carnea, Artemisia genipi, A. glacialis, A. nitida, A. umbelliformis, Aquilegia einseleana, Aster alpinus, Campanula cespitosa, C. elatinoides, C. elatines, C. raineri, Draba aizoides, Empetrum hermaphroditum, Loiseleuria procumbens, Paederota bonarota, Physoplexis comosa, Primula allionii, P. hirsuta, P. spectabilis, P. tyrolensis, P. wulfeniana, Saxifraga caesia, S. cotyledon, Soldanella alpina.

In una porzione del settore O sono stati ricostruiti, su substrato di roccia ofiolitica, ambienti atti ad ospitare e far riprodurre importanti specie autoctone presenti presenti sui rilievi ofiolitici circostanti il giardino. Si è pertanto cercato di introdurre e di far disseminare: Alyssum bertolonii, Alyssoides utriculata, Armeria seticeps, Centaurea triumfetti, Euphorbia spinosa subsp. ligustica, Iberis sempervirens, Linaria supina, Linum campanulatum, Minuartia laricifolia subsp. ophiolitica, Robertia taraxacoides.

Al termine del percorso si consiglia una visita al piccolo museo didattico annesso al rifugio; esso illustra le particolarità più interessanti del giardino ed inoltre descrive, con pannelli didascalici e piccoli diorami, l’ambiente collinare e montano dell’Oltrepo Pavese e piacentino.

Il monte Pietra di CorvoMonte Pietra di Corvo - Sassi Neri - Passo Penice
Dal Giardino alpino un sentiero conduce alla cima del Monte Pietra di Corvo (1078 m); da lì scende leggermente al Pan Perduto ed ai Sassi Neri (1034 m), indi sale al Passo Penice (1149 m). La zona è suggestiva per la presenza di rocce ofiolitiche che emergono dai crinali boscosi a Fagus sylvatica, Larix decidua, Pinus nigra e Pinus sylvestris.
Tra le specie osservabili: Alyssoides utriculata, Alyssum bertolonii, Armeria seticeps, Cheilanthes marantae, Erytronium dens-canis, Fritillaria montana, Galanthus nivalis, Gentiana acaulis, G. pneumonanthe, Gentianopsis ciliata, Leucojum vernum, Lilium bulbiferum subsp. croceum, Linum campanulatum, Narcissus poeticus, Robertia taraxacoides, Scilla bifolia, Sempervivum tectorum e copiose fioriture di orchidee tra cui Dactylorhiza sambucina, Gymnadenia conopsea, Orchis mascula, O. pallens, O. purpurea, Traunsteinera globosa.

 

Fioritura di tulipano montano ai Piani del LesimaPiani di Lesima - Monte Lesima
Da Brallo di Pregola si prosegue in auto verso Corbesassi, fino alla località Piani di Lesima (1300 m); da lì si risalgono a piedi i prati sino alla vetta del Monte Lesima (1724 m). Durante il percorso si rinvengono: Arnica montana, Astragalus sirinicus, Crocus vernus subsp. albiflorus, Dactylorhiza sambucina, Dianthus seguieri, Gentiana acaulis, G. asclepiadea, G. lutea, Gentianopsis ciliata, Lilium bulbiferum subsp. croceum, L. martagon, Nigritella nigra subsp. rhellicani, Orchis mascula, Pseudorchis albida, Thalictrum aquilegiifolium, Traunsteinera globosa, Trollius europaeus, Tulipa australis, Veratrum lobelianum, Viola calcarata.

 

Riserva Naturale Regionale "Monte Alpe"
Dal passo dei Tre Passi si sale al M. Alpe, proseguendo lungo la strada sterrata di crinale si percorre parte del confine superiore della riserva, fino all’incrocio con un'altra strada che scende alla S.S. 461, presso il condominio Rondinella. Da qui, percorrendo la strada statale verso monte si torna ai Tre Passi; scendendo verso Varzi si incontra un sentiero ben curato, detto sentiero didattico, che porta in faggeta.
La Riserva Monte Alpe venne istituita dalla Regione Lombardia per ricordare uno dei primi esempi di lotta biologica a difesa del bosco. Agli inizi degli anni ‘50, vi fu un forte attacco di processionaria del pino negli impianti di conifere che ricoprivano il monte. Per combattere i parassiti vennero introdotte dalle Alpi colonie di formiche del gruppo Formica rufa; al momento della istituzione della riserva erano ancora presenti grandi nidi di formica. Nel 1990, un furioso incendio ha danneggiato oltre la metà del bosco. Attualmente la parte bruciata della riserva è sotto studio da parte di forestali e naturalisti, i quali indagano su processi di ricostruzione del bosco, che avvengono sia con differenti interventi di sostegno, sia lasciando liberamente operare la natura.