10/06/2013 Sara Canali (Gruppo Francia)

C'è una strada che parte in alto e finisce quando la discesa si arresta.

 

In verità è solo un pezzetto di un vialone molto più lungo che ha inizio più in là, non ho indagato dove. Sicuramente lontano, parlo di chilometri. Lo si capisce perché le macchine ci arrivano stanche.

Per chiarezza di informazione, ricomincio.

C'è un pezzo di strada che parte in alto e finisce dove la discesa si arresta .

In realtà non è che finisca proprio, dopo c'è un'altra salita e il viale costeggiato dagli alberi continua chissà per dove, chissà per quanto. In quel tratto le macchine trovano lo slancio per ripartire un po' meno stanche e meno tristi di quando sono arrivate.

Per ben scrivere è necessario che le descrizioni siano le più chiare possibili. Allora ricomincio.

C'è una discesa che parte dalla residenza dove abito e arriva alla fermata del tram.

La percorro ogni mattina da tre mesi e la sera si trasforma in una salita. McDonald's, stadio, fermata del bus, edicola e supermercato al mattino; supermercato, edicola, fermata del bus con due ragazze (sempre le stesse) in attesa, stadio, McDonald's alla sera.

Sempre uguale a se stessa. Eppure a percorrerla i pensieri cambiano, gli stati d'animo e il tempo atmosferico. A piedi o in bicicletta, le distanze sono le stesse, ma il tempo dona totalmente un'altra percezione. Su quella discesa ho pensato molto e canticchiato di più.

Ho incontrato tifosi, pazzi, cani e bambini per istanti unici che non hanno motivo di ripetersi: erano in un momento adatto per dare un senso e restano lì, in quel pezzo di discesa tra un inizio che non si scorge e un proseguimento che inizia con una salita. Il dopo è appena un po' più in su.

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