08/06/2013 Martina Pasotti (Gruppo Francia)

«Il tempo vola. E noi no. Ma il peggio sarebbe se noi volassimo e il tempo no. Il cielo sarebbe pieno di uomini con gli orologi fermi».

Quando l'ho letta non ho potuto fare a meno di pensare a due cose: ad Alice nel Paese delle meraviglie, e al tempo di questa esperienza... che lentamente, ma inesorabilmente, volge al termine. E' strano il meccanismo delle associazione di idee...chissà cosa ne penserebbe uno strizzacervelli... forse potrebbe dedurre che in questo tempo sospeso ci si senta un po' come Alice nel Paese delle meraviglie... probabilmente non avrebbe tutti i torti.

Ormai una mano e qualche dito sono  più che sufficienti per fare il conto alla rovescia... che ansia.. forse, mi dico, é tempo di bilanci. Ho capito che i luoghi comuni e gli stereotipi talvolta nascondono una parte di verità; ho capito che per sentirsi nazionalisti basta superare i confini nazionali... ok, l'Italia avrà anche mille e più difetti, ma non spetta di certo ad uno straniero elencarli.

 Ho capito che vivere appieno un Paese straniero significa vincere ogni giorno piccole sfide... ho capito che correggere un francese sulla grammatica francese (ed avere ragione) è come rivivere infinite volte la gioia della finale di Berlino 2006!

Ho scoperto che dietro ad una lingua diversa si nasconde un mondo fatto di gesti e rituali che nessun libro potrai mai insegnare, che per conoscere servono tutti e cinque i sensi... nessuno escluso. La retorica degli addii non mi appartiene, ma in questi ultimi giorni mi guardo intorno e, ogni volta, penso che tutto questo mi mancherà: tre mesi sono più che sufficienti per costruirsi un piccolo mondo, fatto di abitudini, di visi che ogni giorno diventano sempre più amici, di luoghi che senti sempre più parte dell'arredamento della tua vita.

Probabilmente per capire sino in fondo questa esperienza totalizzante servirà il tempo del distacco, un distacco che in questo momento fa un po' paura perché ti getta in un punto interrogativo indefinito quanto il futuro... probabilmente a posteriori avrò una visione più lucida, ma per il momento al pensiero di abbandonare tutto questo l'unica cosa lucida sono gli occhi (della serie... anche i cinici a volte cedono!).

E' nella natura stessa di questo progetto il fatto che abbia una durata limitata, una vita a scadenza fuori dal tempo reale, ma, devo dire, che vivere in una nuvola è veramente fantastico.

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