26/04/2013 Sara Rossi (Gruppo Irlanda)

"Appunti di un'italiana a Cork"

Cork é una città per tutti i gusti. Mi é piaciuta subito fin dal primo momento che l'ho vista. E ora mi ritrovo qui seduta fuori da un bar sotto un fantastico sole primaverile a ripensare a quando leggevo su un numero del 2005 della rivista "Celtica" un articolo su questa città dell'Irlanda del sud, eletta per quell'anno Capitale Europea della Cultura.

Allora mai avrei potuto immaginare che mi sarei ritrovata a viverci e a lavorarci, a percorrere le stesse vie che guardavo distrattamente ritratte su quelle pagine. Sono qui da diverse settimane, non molto in effetti, ma forse un tempo sufficiente per conscere quanto questa città ha da offrire e da mostrare. Non intendo certo ora scrivere una guida turistica: ne esistono di ottime a decine. Ma vorrei comunque dare il mio personale punto di vista su Cork, sul suo modo di accogliere, sulla sua vita diurna e notturna, sulla sua gente. Soltanto alcuni appunti, piccole riflessioni. La visione che un'italiana che si sente in parte celtica nell'anima può dare.

What's the craic? Una delle prime parole che ho imparato qui é "craic". Un termine difficile da definire completamente. "Craic" é semplicemente "craic". É fun, é divertimento, é musica, é gioia, é buona compagnia. É il posto giusto al momento giusto dove trovare il tuo divertimento."What's the craic?" viene usato come saluto, per dire "Come va?", "Come butta?". Attenzione, però: non é una parola che si trovi facilmente nei dizionari. Ma la sua definizione più vera e più pura é ovunque in Irlanda: scolpita sui marciapiedi più battuti, incisa sui violini dei musicisti agli angoli delle strade, affogata in ogni pinta di Guinness e in ogni shot di whiskey, dipinta nelle risate degli avventori di ogni pub. Andatela a cercare, poi tornate a raccontarmi: potremo discuterne insieme durante una session di Irish music. Sempre che riusciate a tenermi ferma...

Un pezzo d'Italia in centro a Cork. Si dice sempre che quando si va all'estero bisogna adattarsi e che spesso gli italiani non sono capaci di farlo. A volte é vero, ma a volte semplicemente un italiano ha bisogno di sentirsi a casa, magari durante una lunga permanenza in una nazione straniera ha bisogno di ritrovare un angolo d'Italia: suoni, colori e soprattutto sapori. Penso che per gli italiani l'aspetto più difficile a cui adattarsi sia il cibo. In Irlanda non c'é da preoccuparsi, non é difficile trovare autentici sapori di casa, con il volto sorridente di Giovanni Rana che ci guarda dagli scaffali del supermercato.

Sì, proprio Giovanni Rana in persona! Pare che la cucina italiana piaccia molto agli irlandesi. I veri prodotti italiani non mancano mai nei negozi. Inoltre, per le vie di Cork é quasi più facile sentir parlare italiano che inglese e numerosissimi sono i ristoranti e i bar che sostengono di vendere prodotti del Bel Paese. Sostengono, almeno. Non sempre c'é da credere alla vetrina di un locale. Ma alla vetrina di ItaLee potete credere senza riserve! La prima volta che vi sono entrata mi hanno accolta parlando italiano: finalmente, dopo tutti quelli che mi avevano scambiata per tedesca, austriaca, francese e persino irlandese, mi sono sentita rientrata per un momento in patria. Personale italiano che parla la propria lingua madre dietro al bancone, foto del Bel Paese, ma soprattutto veri prodotti made in Italy, e persino meno cari che in altri locali del centro.

Fate l'esperimento con la cioccolata: quella irlandese é liquida e imbottita di marshmallows, mentre in quella di ItaLee un cucchiaino può stare comodamente in piedi da solo. Quindi, quando siete stufi di Guinness e té, sapete dove poter ritrovare un angolo d'Italia lungo il fiume Lee.

L'autentico Irish pub. C'é chi cerca casa ovunque vada, ma c'é anche chi va a caccia dell'autentica essenza del luogo in cui si trova, del vero spirito più intimo e più puro. Forse una grande città non é proprio l'ideale per immergersi in quell'Irlanda che si legge nei libri e si vede nei film: per quello sono molto meglio i piccoli centri, dove si può partecipare alle cèili dances con i gentilissimi e sorridenti signori e signore locali e poi ritrovarsi insieme al pub a giocare a freccette. Ma anche a Cork si può incontrare l'Irlanda che ci fanno sognare libri, film e romantiche canzoni.Ad esempio, al pub. In generale, fidarsi dei pub con i nomi in gaelico di solito funziona: An Bròg, An Spailpin Fànac, Sin É. Più volte a settimana potete trovare musicisti che suonano dal vivo tipiche canzoni irlandesi, con la viva partecipazione degli avventori che rende l'atmosfera gioiosa e familiare.

 Questo é lo spirito dell'Irish pub, dove tutti possono sentirsi accolti, dove non esiste timidezza, dove tra una Guinness e una Beamish puoi scambiare quattro chiacchiere e cantare e ballare con perfetti sconosciuti come tra vecchi amici. Certo, non mancano le delusioni. La prima volta che sono entrata allo Spailpin Fànac, sono scappata dopo mezz'ora per colpa di una band noiosa all'inverosimile. Mi hanno però convinta a tornarci la settimana seguente e... non volevo più uscire! Ho trovato molto utile un opuscolo mensile che viene distribuito un po' dovunque in città: "WhazOn?". Contiene gli eventi del mese per tutti i gusti: pub e vita notturna, teatro, cinema, session di musica dal vivo, locali, ristoranti, festival, corsi, volontariato...

Un ottimo punto di partenza per conoscere la città e scoprire qual é il volto di Cork che fa per noi.
Tipiche canzoni da Irish pub. Ci sono alcune canzoni che sono veramente dei must sing nei pub irlandesi, di cui tutti conoscono le parole, almeno del ritornello, e che non si può evitare di cantare con tutti gli altri! "Galway girl", "Molly Malone", "The wild rover", "Whiskey in the jar", "The jug of punch", e poi ancora la celeberrima "Danny boy": se non le conoscete, le imparerete alla svelta, garantito!

Parlare Irish. Contrariamente a quanto molti pensano prima di atterrare sull'Isola di Smeraldo, qui tutti conoscono il gaelico ma nessuno lo parla. I ragazzi usano il gaelico al massimo quando sono ubriachi. Nonostante questa sia la lingua ufficiale dell'Irlanda e tutti i cartelli stradali siano bilingui, per sentirla parlare correntemente bisogna uscire dai grandi centri e recarsi nelle zone rurali della Gaeltachta. Invece, per le strade delle città gli irlandesi parlano correntemente inglese, con un accento loro peculiare che all'inizio può essere arduo da capire, soprattutto nel West Cork e nel sud in generale.

Dopo un po' però ci si abitua, e i locali fanno del loro meglio per mettere chiunque a proprio agio. Superato l'impatto iniziale e capito che con "fish" si intende "piedi", adorerete il modo di parlare irlandese, costellato di "lovely" e "brilliant" e "thanks a million". Soprattutto ne adorerete la cordialità: non stupitevi se un perfetto sconosciuto che vi incrocia per strada vi sorriderà augurandovi buona giornata e chiedendo come state. Nei piccoli centri può capitare spesso, ma non è escluso vi possa succedere anche in centro città. Difficile sentirsi un estraneo in Irlanda!

"Appunti di un'italiana a Cork" (articolo corredato da foto su http://rici86.blogspot.it/2013/04/appunti-di-unitaliana-cork.html)

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