20/04/2013 Carla Gilardini (Gruppo Francia)

Dedico il mio resoconto di viaggio ad una tematica storica che tutti conoscono ossia la seconda guerra mondiale e, in generale, gli avvenimenti più importanti accaduti durante suddetto periodo.

 

Dedico il mio resoconto di viaggio ad una tematica storica che tutti conoscono ossia la seconda guerra mondiale e, in generale, gli avvenimenti più importanti accaduti durante suddetto periodo.

Per meglio capire questo grande periodo storico ho voluto recarmi al centro nazionale Jean Moulin situato in centro a Bordeaux. Dopo aver preso il tram A a Mérignac centro, sono scesa dopo circa mezz'ora di viaggio alla fermata Hôtel de Ville.
Poco distante da qui si trova infatti l' interessantissimo museo Jean Moulin, il quale è suddiviso in ben tre piani. Innanzitutto spiego, per chi non lo sapesse, chi è la personalità alla quale è dedicato il museo: Jean Moulin(1899-1943) era delegato del generale De Gaulle nonché fondatore del consiglio nazionale della resistenza francese creato il 2 maggio 1943 a Parigi.

All'interno della struttura museale sono dislocate preziose testimonianze storiche. Appena entrata ho subito ammirato gli strumenti utilizzati per stampare clandestinamente libri ( vi era infatti, come ben si sa, una forte censura letteraria all'epoca). Vi sono poi, disseminate lungo le pareti, varie locandine dell'epoca raffiguranti prevalentemente soldati o lavoratori francesi. Si pensi che questi ultimi erano costretti a recarsi in Germania per lavorare al fine di mantenere la propria famiglia residente in Francia. Cito alcune locandine che mi hanno colpito maggiormente: "je travaille en Allemagne et mes economies vont a ma famille en France" "lavoro in Germania e i miei soldi vanno alla mia famiglia in Francia" oppure "Francais! Allez travailler en Allemagne!" "Francesi!, andate a lavorare in Germania". Degni di nota sono, inoltre, varie uniformi di guerra, biciclette d'epoca, un carro armato francese usato il giorno della liberazione dal giogo nazista e persino una canoa militare.

Non manca, inoltre, un vasto repertorio di testimonianze naziste come stendardi, cinture, spille, cappelli, medaglie, armi e persino un dizionarietto bilingue tedesco-francese. Di notevole interesse è stata inoltre la ricostruzione in cartapesta di momenti bellici via terra e via mare. All'interno di una grande teca di vetro, ho potuto ammirare due differenti ambientazioni belliche ognuna delle quali perfettamente ricostruita e particolareggiata. All'imbocco della scalinata che conduce al primo piano si può addirittura vedere una delle poltrone utilizzate dagli stessi nazisti in cima alla quale campeggia la famosa aquila e la svastica.

Il secondo piano è invece ad elevato shock emotivo in quanto sono visibili non solo dipinti raffiguranti varie atrocità naziste, ma anche oggetti personali appartenuti ai detenuti dei campi di sterminio: abiti a righe bianco-blu, una ciotola ed un cucchiaio, una bambola appartenuta ad una bambina internata...Si può osservare inoltre il filo spinato originale presente nei campi di sterminio, delle fotografie di internati ridotti a scheletri viventi e persino una foto raffigurante un inutile tentativo di fuga da parte di un prigioniero il quale viene ucciso proprio nel momento in cui cerca di varcare disperatamente il filo spinato del campo.

Tutto ciò e la possibilità di assistere, in lingua francese, alla proiezione di un documentario in bianco e nero sui deportati, la vita nei campi di concentramento e sulle barbarie naziste mi hanno molto impressionato. Questo pian merita sul serio di essere visitato ma in rigoroso silenzio per rispetto verso quanto si vede e per riflettere su quanto la mente umana sia in grado di distruggere delle esistenze per stupidi motivi unicamente ideologici ed etnici. Il secondo piano, di cui accenno solamente, è invece consacrato al modellismo di guerra con disegni meccanici, aerei, razzi e ricostruzioni su carta.

In conclusione questo museo merita veramente una visita approfondita non solo per gli appassionati di storia ma anche per chi, come me, è molto interessato agli insegnamenti che la memoria ci offre: dagli errori del passato si può infatti creare un mondo migliore ed io ne sono fermamente convinta. L'amore di chi ci sta accanto e l'apertura mentale possono cambiare radicalmente le nostre vite.

Dedico questo resoconto in particolare alla mia famiglia Sami, Piera e Tino ed a mio nonno Sesto che ha vissuto sulla propria pelle questo periodo storico lavorando in Germania come minatore per lunghissimi anni.

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