11/04/2013 Sara Canali (Gruppo Francia)

 Un piccolo racconto di viaggio, più che altro una descrizione di atmosfera legata al prodotto che contraddistingue la città di Bordeaux.

 

La mano afferra la bottiglia, l'altra fa ruotare il cavatappi in profondità nel sughero. Gesti precisi, senza esitazioni. La vite affonda, squarcia il turacciolo e insieme ci si aggrappa. Poi sta tutto nel bilanciamento della forza nel tirare verso le due direzione, da un lato la bottiglia, dall'altro il tappo: l'unione perfetta delle due parti è rotta da quell'atto simile a uno strappo che si auto celebra con lo schiocco inconfondibile.

Questa è la storia d'amore tragico che ogni giorno avviene da queste parti. Non importa dove accada di preciso, sapere che intorno a noi compenetrazioni così perfette si esauriscono nel tempo di una sera, può bastare. Non bisogna mai sapere troppo del dramma altrui:

1)      Si diventa portatori di segreti ingombranti.

2)      Si viene trascinati in situazioni scomode.

3)      Si finisce per commiserare e dare tutto per buono, anche il prodotto peggiore.


Se invece si osserva con distaccato interesse, la tragedia non arriva a toccare le nostre corde e si gode solo di tutto quello che accade dopo il gesto: il profumo, il colore, le gocce che scivolano lungo le pareti del bicchiere prima di provare una sorta di godimento quando finalmente il vino arrivo alla bocca. Non parliamo di cinismo che non ne è il caso, non vi è alcun disprezzo verso la ricerca della felicità, anzi, al contrario. È solo un esempio concreto di quanto a volte da una tragedia possa ri-nascere l'unione perfetta: le labbra trovano il loro incastro con il bordo del bicchiere in un'armonica sintonia.

Ecco, è tutta qui la spiegazione delle atmosfere di questo viaggio, poco da aggiungere. La complessità degli aromi e la struttura robusta dell'esperienza valgono quando una degustazione attenta di un vino d'annata. L'assaporare qui diventa una ricca gestualità che arriva a condizionare la giornata e le abitudini. Prendersi il tempo, concedersi del tempo, esigere del tempo.

Anche quello necessario per prendere a cuore le storie d'amore tragico delle bottiglie solitarie.

Si vive meglio quando si impara a degustare.

A Bordeaux pare l'abbiano capito.

Condividi