Politiche dei Tempi e degli Orari

In ottemperanza alla legge n.53/2000 ed alla legge regionale n.28/2004 viene istituito il Tavolo Provinciale di Coordinamento delle Politiche dei Tempi Urbani al fine di promuovere politiche di amministrazione dei tempi e degli orari delle città e del territorio ed al fine di sostenere le pari opportunità fra uomini e donne e favorire la qualità della vita attraverso al conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale, di formazione e del tempo per sé delle persone che risiedono sul territorio o lo utilizzano, anche temporaneamente.

 

Politiche regionali per l'amministrazione e il coordinamento dei tempi delle città
La legge regionale 28 ottobre 2004, n. 28 "Politiche regionali per il coordinamento e l'amministrazione
dei tempi delle città" individua nel coordinamento e amministrazione dei tempi e degli orari uno strumento per promuovere la qualità della vita e le pari opportunità tra uomini e donne.

Le finalità della legge regionale 28/2004

I Piani Territoriali degli Orari, sono uno strumento di indirizzo strategico per favorire l’armonizzazione dei tempi urbani,per promuovere la qualità della vita e le pari opportunità tra uomini e donne.

Le politiche temporali favoriscono la conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale; esse si articolano su livelli regionale, provinciale e comunale.

Ruolo della Regione:

  • integra le politiche temporali nei propri strumenti di pianificazione e programmazione generali e settoriali e promuove l’adozione da parte dei comuni dei piani territoriali degli orari.
  • promuove un tavolo di confronto composto dai rappresentanti della Regione, delle organizzazioni sindacali ed imprenditoriali, dei comuni e delle province per favorire un’intesa in merito all’applicazione della legge 53/2000.

Ruolo delle Province,

  • integrano le PT nei propri strumenti di pianificazione e programmazione generali e settoriali e promuovono le politiche temporali
  • partecipano, attraverso i tavoli di concertazione e gli strumenti regionali di programmazione negoziata, all’attuazione e verifica dei piani territoriali degli orari.

Ruolo dei Comuni,

  • definiscono e approvano, nel rispetto dei criteri generali e degli indirizzi regionali e provinciali, i piani territoriali degli orari che costituiscono, nei rispettivi territori di competenza, gli strumenti di coordinamento e armonizzazione degli orari pubblici, di pubblico interesse o generale
  • coinvolgono i soggetti sociali e istituzionali, pubblici e privati, che abbiano un ruolo rilevante in materia, ivi compresi gli organismi che promuovono le pari opportunità tra uomini e donne
  • provvedono agli atti gestionali necessari.

I comuni inviano alla Regione e alla Provincia il piano territoriale degli orari approvato.

Le pubbliche amministrazioni con uffici centrali o periferici sul territorio regionale si conformano alle finalità di cui all’articolo 1, comma 1, in attuazione dell’articolo 26, comma 1, della legge 53/2000 e dell’articolo 2, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche).

 

Il Piano territoriale degli orari è il documento di indirizzo strategico che, a livello comunale o sovracomunale,
regola il sistema degli orari dei servizi urbani e promuovere la loro graduale armonizzazione e coordinamento.
La Regione Lombardia concede contributi ai comuni per progetti finalizzati alla predisposizione e attuazione di un Piano territoriale degli orari.

La Provincia di Pavia, nel riconoscere l’importanza delle politiche dei tempi urbani e nel perseguire il sistema di coordinamento definito dalla legge regionale, ha provveduto, con deliberazione della Giunta Provinciale n. 75/5483 del 1 marzo 2007, all’istituzione del Tavolo di Coordinamento provinciale per le Politiche dei Tempi.

Attraverso il Tavolo provinciale per le Politiche Temporali sono state poste le basi per una proficua collaborazione, sia tecnica, di consulenza e consultazione, sia politica, volta alla promozione ed al coinvolgimento sia intrasettoriale provinciale che territoriale affinché le politiche temporali non abbiano un riscontro “a macchia di leopardo” ma rientrino in un progetto di più ampio coinvolgimento ed utilità che abbracci realmente tutto il territorio della provincia di Pavia.

In risposta al secondo bando, aperto il 23 gennaio 2007, sono state presentate 73 domande valide, 50 da comuni singoli, 23 da due o più comuni associati tra loro.

A seguito dell'esame effettuato dal Comitato di Valutazione interdirezionale, 40 sono state giudicate idonee (di cui 31 presentate da singoli e 9 in forma associata). Tra queste, 30 (di cui 23 singole e 7 associate) sono immediatamente finanziabili con le risorse disponibili, ammontanti a € 2.717.063,30.

Condividi

Allegati:
Scarica questo file (DELIBERAISTITUZIONETAVOLOTEMPI.pdf)Delibera[ ]91 kB
Scarica questo file (LR 28-2004.pdf)Legge Regionale[ ]44 kB
Scarica questo file (OPUSCOLO.tempi.pdf)Opuscolo[ ]402 kB