Parte il progetto Aretè: l’acqua come sostegno alla biodiversità, all’agricoltura e al paesaggio

Il progetto, cofinanziato da Fondazione Cariplo e guidato dal Parco Lombardo Valle del Ticino, si concentra sulla valorizzazione dei benefici offerti dall’acqua negli ambienti rurali tra Piemonte e Lombardia. Venerdì 8 marzo dalle 17 alle 18 il progetto verrà presentato durante Fa’ La Cosa Giusta (Fiera Milano City) presso lo stand di Legambiente.

 

Elevata urbanizzazione e agricoltura intensiva frammentano in maniera preoccupante gli habitat naturali, non consentendo alle specie di muoversi nel proprio ambiente. Una condizione diffusa in diverse aree della pianura Padana, che rischia di minare il delicato equilibrio tra natura e attività antropiche. Per fermare la perdita di habitat e valorizzare i benefici offerti dall’acqua negli ambienti rurali tra Piemonte e Lombardia, prende il via il progetto “ARETÈ - ACQUA IN RETE: gestione virtuosa della risorsa idrica e degli agroecosistemi per l’incremento del capitale naturale”, con interventi di riqualificazione ecologica su un’area che ha come fulcro la Valle del Ticino, ma si estende verso ovest fino colline novaresi, nelle zone ricomprese nella Riserva MAB UNESCO Ticino Valgrande Verbano, scende verso la Lomellina, mentre a est raggiunge l’Alto Milanese. Il territorio include numerose aree protette, quali i due parchi che tutelano il Ticino in sponda lombarda e piemontese, diversi siti della Rete Natura 2000, la rete ecologica diffusa su tutto il territorio europeo, oltre ad alcuni PLIS e all’Oasi WWF di Vanzago.

Il progetto triennale, cofinanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Capitale Naturale 2018”, è guidato dal Parco Lombardo Valle del Ticino e può contare sulle competenze di un ampio gruppo di partner: l’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, la Provincia di Pavia, l’Associazione Irrigazione Est Sesia, il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, l’Università degli Studi di Milano, l’Istituto di Ricerca sulle Acque – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Legambiente Lombardia Onlus, la Società Cooperativa Sociale Eliante Onlus e la Società di Scienze Naturali del Verbano Cusio Ossola.

Il progetto prevede innanzitutto una generale ottimizzazione della circolazione dell’acqua, che permetterà un incremento diffuso della biodiversità e un migliore approvvigionamento da parte delle realtà agricole. Particolare attenzione verrà rivolta a quegli interventi idraulici che uniranno la completa funzionalità ecologica ad un migliore inserimento nel paesaggio tradizionale.

Gli interventi saranno declinati a seconda delle caratteristiche puntuali del territorio: saranno create o recuperate aree umide, verranno incrementate le superfici gestite a marcita o prato allagato, si promuoverà la realizzazione di prati fioriti e tessere agroambientali (piccole macchie prative/arbustive)  e si interverrà per riqualificare ampie superfici boscate.

«Il lato innovativo del progetto Aretè è la quantificazione dei servizi ecosistemici derivanti dagli interventi, vale a dire tutti quei benefici che gli ecosistemi naturali apportano al genere umano come, per esempio, la depurazione dell’acqua o l’impollinazione”, spiega Gian Pietro Beltrami, Presidente del Parco del Ticino Lombardo. “Durante il progetto verranno anche organizzate attività di disseminazione rivolte alle comunità locali e alle realtà attive sul territorio, quali aziende agricole, associazioni, amministrazioni comunali, scuole, GEV, con il duplice obiettivo di illustrare i vantaggi legati a una buona gestione delle risorse naturali e di creare una forte sinergia per garantire un presidio continuo degli interventi realizzati».

La Provincia di Pavia, spiega Vittorio Poma, presidente della Provincia di Pavia, ha aderito al progetto con l’obiettivo principale di conservare e valorizzare la biodiversità in aree dove negli anni taluni habitat sono andati scomparendo o comunque hanno notevolmente contratto il loro areale distributivo.

Gli interventi di cui ci occuperemo saranno interamente localizzati all’interno della Zona di Protezione Speciale “Risaie della Lomellina”, in un’area in cui si trovano quattro Siti di Importanza Comunitaria (Garzaia di Celpenchio, Garzaia della Verminesca, Palude Loja e Garzaia di Sant’Alessandro). Essi fanno parte di un’unica struttura territoriale, costituita da un antico complesso di paleomeandri afferente ad un unico sistema fluviale, oggi sostituito dal reticolo formato della Rogge Rajna, Guida e Busca lungo il quale si allineano numerosi biotopi palustri e forestali di rilevante interesse conservazionistico.

La valorizzazione dei corsi d’acqua e delle aree naturali e/o seminaturali tuttora presenti e la creazione di zone di espansione naturali direttamente ad essa collegate, permetterà di rafforzare la fondamentale funzione di connessione ecologica tra le aree protette e di perseguire una significativa riduzione dell’isolamento dei SIC e degli habitat prioritari ripristinando per quanto possibile l’unità ecosistemica dell’antico sistema fluviale.

L’acqua è l’asse portante del progetto, in quanto risorsa primaria che sostiene la biodiversità e che crea ambienti caratteristici come aree umide, fontanili, marcite, boschi igrofili, oltre a ricoprire il ruolo di “rete stradale” per molte specie selvatiche; il reticolo di canali che caratterizza questo tratto di pianura è, infatti, fondamentale per permettere loro di muoversi in un contesto molto urbanizzato e caratterizzato da barriere difficili da attraversare. Altrettanto importante è la funzione agricola e paesaggistica: dalle risaie della Lomellina ai campi coltivati dell’Alto Milanese, la presenza e la corretta gestione dell’acqua è fondamentale per garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole locali e il mantenimento del paesaggio tradizionale. Per questo il progetto si pone l’obiettivo di attuare strategie di utilizzo efficiente dell’acqua, contrastando il più possibile gli sprechi e intervenendo sugli aspetti funzionali, strutturali ed ecologici del reticolo idrico.

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