Corso di formazione sul tema dell’Anticorruzione e della Trasparenza

In data 8 novembre 2018, presso la Sala dell’Annunciata di Pavia, si è svolta la prima delle quattro date previste per il corso di Formazione sul tema dell’anticorruzione e della trasparenza. Il pubblico, insieme alle varie realtà amministrative presenti sul territorio lombardo, ha visto la presenza di rappresentanti delle forze dell’ordine, Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Vigili del Fuoco che ogni giorno lavorano per garantire sicurezza ai cittadini. Un lavoro spesso svolto nell’ombra e con notevole sacrificio.

I relatori sono stati la Dott.ssa Tiziana Alti e l’avvocato Raffaella Procaccini, entrambi docenti della Fondazione Romagnosi.

Il tema del corso formativo è stato introdotto dal capo di Gabinetto della Prefettura, il dott. Stefano Simeone e dal Presidente della Provincia di Pavia, Vittorio Poma.

 

Il Dott. Stefano Simeone in particolare si è soffermato ad esaminare gli strumenti messi a disposizione per contrastare il dilagare della corruzione, dalla legge 190 del 2012 in poi. Uno di questi è indubbiamente la trasparenza intesa come divulgazione di informazione ai cittadini di immediata leggibilità.

Un altro è l’individuazione per ogni singolo procedimento amministrativo del grado di corruzione che può essere implicato. Però affinché ciò avvenga in maniera precisa è necessaria la condivisione massima della conoscenza dei passaggi procedimentali da parte di tutti.

Un nodo difficile da sciogliere rimane il rapporto tra efficienza e legalità. Rapporto molto fragile in quanto è forte il dubbio se utilizzare di più atti vincolati con un basso indice di discrezionalità nelle scelte o affidarsi alla discrezionalità al fine di garantire maggiore efficienza del proprio operato, ma con i rischi che ne conseguono.

Indubbiamente il coinvolgimento collettivo interno, che il Dott. Simeone ritiene fondamentale, è il vero cavallo di troia contro la corruzione in quanto focalizza l’attenzione su quello che avviene attorno a sé nei Pubblici Uffici.

Non bisogna dimenticare che quando un pubblico dipendente viene accusato di corruzione, non vi sono solo conseguenze mediatiche, ma anche e soprattutto riflessi negativi che ricadono su tutti noi rappresentanti dello Stato.

Sono stati fatti numerosi passi in avanti, ma è necessario che il tutto non avvenga in maniera meccanica, e il pubblico dipendente, funzionario o dirigente sposi gli obiettivi che la prevenzione della corruzione e la trasparenza devono perseguire. Questi obiettivi non sono un corollario dell’attività procedimentale ma un elemento imprescindibile della stessa.

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