La Provincia di Pavia all’avanguardia nel telelavoro

Il lavoro cambia: sempre meno legato all’orario della prestazione e agli stantii rituali del timbro del cartellino, che tutto verifica tranne la qualità del risultato, il telelavoro rappresenta un valido strumento di innovazione, che trova nelle Amministrazioni Pubbliche uno dei luoghi privilegiati di sperimentazione.

“Ho l’orgoglio di ricordare – dice il Vice Presidente Milena D’Imperio – che la Provincia di Pavia è all’avanguardia di questo percorso: già dal 2013 infatti abbiamo avviato un processo sperimentale per testare la validità e la produttività di questa nuova modalità di lavoro che, tramite l’utilizzo della strumentazione informatica, consente al dipendente di effettuare la propria prestazione lavorativa da casa o da un qualsiasi “luogo” – concordato con l’Ente ed esplicitamente individuato nelle clausole contrattuali personalizzate siglate tra il dipendente e il datore di lavoro (il Dirigente, nel caso della Pubblica Amministrazione )”.

Il lavoro nella pubblica amministrazione sollecita una maggiore digitalizzazione e una sempre maggiore competenza e rapidità nelle procedure informatizzate: il telelavoro catalizza questa esigenza e la trasforma in opportunità e vantaggio, sia per l’Amministrazione, con la qualità e la rapidità delle risposte e dei servizi che essa rende ai cittadini, sia per il tele-lavoratore stesso, che gestisce con maggiore serenità il proprio tempo tra lavoro, famiglia e ritmo di vita, in un processo che gli permette anche di “crescere” in termini di assunzione di responsabilità individuale e di messa  a frutto al meglio del proprio tempo, ottimizzando calendari e qualità delle proprie prestazioni.

“Abbiamo iniziato nel 2013 – continua Milena D’imperio- individuando, nella gamma dei lavori della Pubblica Amministrazione, dieci tipologie di attività telelavorabili e abbiamo aperto un bando cui i dipendenti interessati hanno potuto accedere, dando così il via alla fase sperimentale. Ovviamente, nella scelta di “chi” individuare per le posizioni di telelavoro, abbiamo prestato molta attenzione sia alle professionalità sia alle situazioni di vita dei dipendenti – donne e uomini – che in parecchi casi hanno figli piccoli oppure familiari bisognosi di cure, o semplicemente un ruolo professionale che, in qualche misura, meglio si esplica nella “solitudine” della casa, ottimizzando così performance e risultati”.

La fase sperimentale avviata grazie anche al supporto nell’acquisto dei pc da parte di Regione Lombardia, ha prodotto buoni risultati, quali una maggiore razionalità nell’organizzazione del lavoro e un incremento della produttività. L’utilizzo flessibile delle risorse umane “paga”, annulla i tempi morti e le spese di trasporto, e “soprattutto – sottolinea il Vice Presidente - porta il lavoratore stesso a percepire una maggiore gratificazione nell’esercizio delle proprie funzioni”.

Il telelavoro o lavoro agile vede nelle donne uno dei soggetti più coinvolti e sensibili, ma è una opportunità per tutti : “anzi – aggiunge Milena D’Imperio – in qualche misura il telelavoro è una chance in più per contribuire a superare le tradizionali differenze di ruolo, e ad immaginare nuove relazioni familiari, a supporto di una nuova relazione tra lavoratore e lavoro”.  

Il percorso avviato nel 2013, che tra l’altro consente un apprezzabile contenimento di spesa per lo straordinario e il risparmio dei buoni pasti, continua con una lenta, ma persistente individuazione di nuove attività telelavorabili, ultima in ordine di tempo quella legata alla gestione delle pratiche AIA delle attività industriali, afferente al settore Tutela Ambientale, per la quale la Provincia ha aperto un bando interno proprio nei giorni scorsi.

Come continua il processo in base al quale la Amministrazione consente rapporti di lavoro a tempo parziale ( oggi ne sono in essere 23 ) su 252 posti in pianta organica, e orari conciliativi ( oggi ne sono in essere 21 usufruiti da 13 donne e 8 uomini ) legati a esigenza di assistenza familiari in situazioni di svantaggio, figli piccoli e esigenze personali con qualche elemento di fragilità.

Selezionata tra le 15 Amministrazioni in Italia che hanno avuto accesso alla fase sperimentale del telelavoro, la Provincia di Pavia cambia sé stessa, e cambia al meglio : per i cittadini e per i dipendenti.

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