Scuole, la settimana corta entra a regime

L' anno scolastico che si è appena concluso è stato caratterizzato in diverse scuole da una sperimentazione dell’orario scolastico sui cinque giorni che, nei 14 su 20 istituti che hanno aderito, ha dato esito positivo e che, dal prossimo anno, entrerà a pieno regime. Ciò anche a seguito del fatto che una rilevazione interna, eseguita in alcune scuole in vista del nuovo anno scolastico, ha dato un esito che si commenta da sé; si sono infatti espressi a favore dei cinque giorni l’80% degli studenti, oltre il 70% delle famiglie e oltre il 60% dei docenti.

 

Vogliamo quindi ringraziare i dirigenti, i docenti, gli studenti e le loro famiglie che, impegnandosi a superare le difficoltà e a modificare abitudini consolidate, hanno permesso l’attuazione della sperimentazione dimostrando grande responsabilità e consapevolezza del difficile momento che gli enti locali, in particolare le province, stanno attraversando. Occorre, però, uno sforzo in più. Nel corrente anno abbiamo dovuto contribuire allo Stato per 6 milioni di euro e per il prossimo anno ci è chiesto un contributo di 20 milioni di euro. Significa che siamo chiamati ad un contenimento della spesa ancora maggiore, ottimizzando tutte le voci di spesa del nostro bilancio, comprese purtroppo quelle riguardanti le scuole.

Solo uniti e consapevoli si può trasformare una difficoltà certa in una possibile opportunità e in una occasione di modernizzazione della didattica, alla luce di una società che sta cambiando e con esigenze familiari che sono diverse da quelle di qualche anno fa.  Strutturare la didattica sulla base di un modello nuovo, più vicino alla forma del mondo del lavoro e della famiglia moderna può essere la sfida da cogliere. Magari verificando la sequenza delle lezioni frontali e riducendo lo studio individuale a casa a favore di uno studio più comunitario e scolastico.

Crediamo molto in questa azione di modernizzazione; non a caso quest’anno, come Provincia, oltre a riconfermare i progetti di orientamento abbiamo aderito ad un progetto di Confindustria di alternanza scuola / lavoro che si propone di avere una funzione orientativa unica ed originale, favorendo anche l’aggiornamento dei programmi scolastici.

Lo sforzo in più richiesto deriva anche dal taglio del 3% (pari a 300mila euro), che Regione Lombardia ha effettuato sulle risorse destinate alla copertura dei contratti di servizio del Trasporto Pubblico Locale, e che si aggiunge ai 20 mln di euro di prelievo forzoso da parte dello Stato.

Considerato il taglio operato da Regione Lombardia e non essendo i trasporti più una funzione fondamentale delle province diventa impossibile integrare con fondi propri ( cioè, nostri) le risorse venute meno. Pertanto, a partire dal prossimo mese di settembre non sarà più possibile garantire nelle giornate di sabato il servizio di trasporto scolastico.

Dovendo dosare le corse, che saranno modellate su un orario scolastico di cinque giorni, chiediamo lo sforzo ai Dirigenti Scolastici per l’anno imminente di armonizzare per quanto possibile gli orari di uscita, al fine di rendere più efficiente il sistema del trasporto pubblico.


 

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