Lotta alla dispersione scolastica, dalla Provincia di Pavia un contributo di 60mila euro per le scuole secondarie di secondo grado

L’Italia, con una percentuale di circa il 19% si colloca tra i paesi dell’Unione Europea con il più alto tasso di dispersione e la RegioneLombardia, con un tasso di circa il 18%, risulta essere una regione ad alto rischio di dispersione scolastica. E’ da questi dati che è nata la volontà del Vice Presidente e Assessore alle Politiche della Scuola Milena D’Imperio di dedicare risorse, nonostante il difficile periodo che stanno vivendo le Province, per progetti finalizzati a contrastare la dispersione scolastica, supportando le istituzioni scolastiche statali di scuola secondaria di secondo grado nella realizzazione di progetti specifici per i propri studenti.

 

“Sono soddisfatta per questo risultato che è stato reso possibile, nonostante le ben note difficoltà finanziarie degli Enti Locali - commenta l’Assessore D’Imperio -. La volontà è di sostenere fortemente tutte quelle attività, come la realizzazione di corsi di recupero e attività di sostegno didattico – educativo, mirate a contrastare l’insuccesso scolastico”.

“La dispersione  - aggiunge l’Assessore -  è un fenomeno complesso , deriva spesso da un insieme di fattori che modificano il regolare svolgimento del percorso scolastico dello studente. Ci sono una serie di cause, come l’irregolarità nelle frequenze, i ritardi, la non ammissione all’anno successivo, le interruzioni, che possono sfociare nell’uscita anticipata dei ragazzi dal sistemo educativo. Serve anche un impegno sul riorientamento di ragazzi che nei primi due anni di superiori si accorgono di aver fatto una scelta che non risponde alle proprie attitudini o che ha sentito con la crescita di avere altre inclinazioni. Su questo noi vogliamo lavorare insieme alle scuole per dare ai giovani un sostegno ad andare avanti negli studi”. 

La quota di finanziamento prevista per ogni singola scuola sarà quantificata in base ad un progetto che ciascuna scuola dovrà presentare e sulla base di due criteri oggettivi: il numero di studenti che la scuola intende coinvolgere nelle attività previste dal progetto e il numero complessivo di ore previste dall’attività progettuale.

 

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