Telelavoro, si prosegue nella sperimentazione

Ad un anno dall’avvio del telelavoro, realizzato nell’ambito delle politiche di conciliazione famiglia – lavoro, la Provincia di Pavia - Assessorato alle Pari Opportunità - decide non solo di proseguire nella sperimentazione del progetto ma di potenziarlo estendendolo a nuovi lavoratori dell’Ente.

L’iniziativa è cofinanziata da ASL e Provincia di Pavia; fino ad ora ha interessato otto lavoratori le cui attività erano  state ritenute telelavorabili e, quindi, delocalizzabili presso la loro abitazione attraverso l’utilizzo delle moderne tecnologie. A breve coinvolgerà altri due dipendenti pubblici facendo così salire a 10 il numero delle figure professionali, in organico all’Ente di Piazza Italia, inserite nel progetto di telelavoro.

“Il primo anno di sperimentazione si sta chiudendo con la soddisfazione di tutti i dipendenti interessati e dell’Ente stesso. Abbiamo avuto riscontri positivi in termini di miglioramento dell’efficienza dei lavoratori coinvolti, incremento del livello di soddisfazione e della qualità di vita dei lavoratori. Da parte nostra c’è la soddisfazione di avere nuove modalità di lavoro per persone con difficoltà motorie o con particolari esigenze familiari”, commenta il Vice Presidente e Assessore alle Pari Opportunità Milena D’Imperio.

Il successo del progetto ha portato l’Amministrazione a decidere per il proseguimento della sperimentazione per oltre un anno al fine di avere un quadro di verifica ancora più attendibile sulla bontà del telelavoro in Provincia di Pavia. Ma la sperimentazione di nuove forme di lavoro non si ferma qui.

“Oltre al telelavoro stiamo ora valutando la possibilità di avviare un progetto di coworking – afferma l’assessore provinciale alle pari opportunità – ; cioè ad una nuova modalità di utilizzo dell’ufficio che permette alla professionista di disporre di una scrivania all’interno di una sede condivisa con altri co-worker. Il coworking permette un uso flessibile del proprio spazio di lavoro e si adatta a chi ha bisogno di conciliare esigenze lavorative e familiari. Si tratta insomma di un ulteriore strumento di conciliazione di tempi di vita”.

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