Accoglienza rifugiati, oggi l’avvio del progetto SPRAR

Con il ruolo di ente capofila la Provincia di Pavia, insieme ad una rete di associazioni ed enti locali ha oggi ufficialmente dato avvio al progetto SPRAR, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Il progetto, approvato dal Ministero dell’Interno, prevede di realizzare un’ accoglienza integrata che, partendo dall’ erogazione di servizi assistenziali di base, evolva e si diversifichi attraverso ulteriori interventi coordinati per accompagnare e sostenere il percorso di piena autonomia personale, sociale ed economica dei destinatari.

 

L’ adesione al bando è stata compartecipata, così come formalizzata attraverso lettera di adesione da: Comune di Pavia, Associazione Croce Rossa Italiana – Comitato di Pavia, Associazione AGAPE Onlus, Associazione di volontariato ”Ci siamo anche noi”, Associazione di volontariato ”Italia-Uganda”, Caritas Diocesana di Pavia, Coldiretti, Coop. Sociale Centro Servizi Formazione, Cooperativa Sociale “L’Alternativa”, Cooperativa Sociale Progetto Con-Tatto, Cooperativa Sociale “San Michele”, Cooperativa Sociale Villa Ticinum Onlus, Azienda Ospedaliera di Pavia, Associazione Consultorio Familiare Onlus.

 “Una rete composta da istituzioni, Chiesa e società civile dimostra che questo è un progetto di comunità. Un progetto sicuramente di responsabilità civile e soprattutto coraggioso. Penso che la politica non debba solo agire per il consenso immediato ma guardare agli obiettivi di crescita civile, al bene comune. Questo è progetto che vuole guardare ad una società accogliente, che si fa carico delle persone”, commenta Daniele Bosone, Presidente Provincia di Pavia.

Francesco Brendolise, Assessore alla Coesione Sociale: “Siamo ente capofila di questo progetto perchè ci sembrava importante come ente di area vasta rispondere ad un appello forte arrivato dal Vescovo di Pavia e dal Prefetto per costituire un sistema integrato di accoglienza. Dopo l’ esperienza sull’ emergenza Nord Africa, avevamo l’esigenza tutti insieme di creare un sistema non solo di accoglienza ma anche di integrazione socio lavorativa. Esigenza che ha trovato una buona risposta dal terzo settore, dall’associazionismo, dalle istituzioni, dal mondo sanitario del nostro territorio”.

Oggi l’arrivo dei primi due rifugiati per una iniziativa che si propone di accogliere complessivamente 21 persone: 6 uomini, 6 donne, 2 nuclei familiari composti al massimo da 5 persone ed un nucleo monoparentale. In situazioni di emergenza il numero di persone accolte potrebbe raddoppiare. Il programma per ogni arrivo prevede: screening medico e legale, , accoglienza materiale, corso di lingua italiana, corso professionale ed eventuale inserimento lavorativo

 

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