Eletto il garante dei detenuti della provincia di Pavia

Nella serata di lunedì 17 febbraio, durante la seduta di Consiglio provinciale, è stato eletto il primo garante Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Pavia. Si tratta del dott. Moreno Baggini. Il Garante vuole essere un tramite tra chi vive l’esperienza del carcere e la società civile per vincere il pregiudizio e per dare ai detenuti la speranza di potersi costruire una vita nuova. Si tratta di una figura fondamentale per aiutare chi vive in regime di detenzione a percepirsi come cittadino, a sentirsi parte di una società che un domani lo potrà accogliere.

Un grande impegno del garante sarà quello di sensibilizzare gli organi competenti e la società civile sulle condizioni del sistema penitenziario e sull’esigenza di strutturare un sistema più attento alla persona dove la pena abbia veramente una finalità rieducativa, perché questo avrà dei risvolti positivi anche per la società in termini di sicurezza.

"Dopo mesi di lavoro - commenta l'assessore alle Politiche Sociali, Francesco Brendolise - abbiamo finalmente portato a compimento l'istituzione del Garante dei detenuti della Provincia di Pavia. Il Consiglio Provinciale ha eletto il dott. Moreno Baggini, una persona che stimo molto, che conosce nel profondo il mondo della solidarietà e che senz'altro saprà fare bene. Così come ho fatto quando fu istituita la figura del Garante, dedico questo traguardo a Franco Vanzati, un amico scomparso qualche anno fa, che mi ha trasmesso la passione e l'attenzione nei confronti dei piccoli, dei poveri, dei perseguitati, dei detenuti. Con lui avevo condiviso l'idea di istituire il garante dei detenuti a Pavia ma la fine del mio impegno amministrativo e la sua prematura scomparsa non ci avevano concesso il tempo di vedere realizzato un sogno. Oggi è una realtà, è un tassello che si aggiunge a chi, a vario titolo lavora per garantire anche ai carcerati una esistenza ed una vita dignitosa". E conclude: "Le persone detenute che scontano giustamente una pena per i reati da loro commessi devono vivere questa condizione con dignità ed è proprio questa dignità che fa la differenza tra l'essere persone e l'essere bestie in gabbia. Chi non è mai entrato in un carcere non può capire. Mi piace pensare di avere gettato un seme di speranza in quei luoghi di sofferenza, dove il tempo non sembra mai passare, dove gli affetti sembrano dall'altra parte del mondo, dove il rimorso ti rode da dentro e ti consuma, dove le voci che arrivano da fuori sono continui echi di condanna".

Condividi