Solidarietà in pista

Molto prima che le urgenze nazionali portassero tristemente alla ribalta episodi drammatici di violenza alle donne e prima che l'attenzione di tutti si mobilitasse affinché venissero promossi interventi significativi di tutela, la Provincia di Pavia aveva già scelto di concentrare la sua attenzione su questi temi. Raccogliendo da subito le istanze del territorio, si sono create le condizioni per  aiutare la nostra provincia a possedere adeguati strumenti per combattere tali fenomeni. E’ in tale scenario che va a collocarsi il progetto LA CITTA' NASCOSTA – interventi familiari sulla violenza assistita

di cui è capofila la cooperativa sociale onlus "LiberaMente", e che vede coinvolti insieme alla Provincia, il Comune di Pavia, le associazioni “Talete” Onlus, “Calypso” e “Sogni e Cavalli” Onlus. La Cooperativa “LiberaMente”- Centro Antiviolenza- da numerosi anni si occupa delle diverse forme di violenza che subiscono le donne e i loro figli all’interno delle relazioni familiari e questo progetto, nato attraverso il riconoscimento della sofferenza dei figli narrata dalle voci delle madri, permette di strutturare attività che coinvolgono tutta la famiglia. Una dovuta attenzione alla Cooperativa Liberamente arriverà anche il 22 settembre 2013 in occasione della “La Staffetta di solidarietà Marathon”che si svolgerà dalle ore 9 presso il campo di atletica Via Treves, grazie alla disponibilità dell’Atletica 100 Torri nel sostegno alle realtà del terzo settore comela Cooperativa LiberaMente Onlus, l’Associazione Helpis, AGD Pavia, Pavia Donna cui sarà devoluto il ricavato della manifestazione sportiva.La Società 100 Torri sceglie lo sport per richiamare tutti i cittadini ad una responsabilità che parte dalla conoscenza delle realtà attive sul territorio e dal riconoscimento dell’impegno delle stesse come soggetti referenti della provincia di Pavia: “correndo insieme” come cittadini uniti e partecipi.

IL PROGETTO LA CITTA' NASCOSTA

LA CITTA' NASCOSTA vuole scoprire una realtà che, nonostante le statistiche, resta ancora troppo invisibile, per offrire reali strumenti di cambiamento ai minori e alla coppia genitoriale. Gli interventi hanno come obiettivo primario la tutela del minore attraverso azioni che permettano di interrompere il ciclo della violenza. L'obiettivo sul lungo termine dei diversi interventi individualizzati e specifici su/con i minori è offrire loro la reale possibilità di crescere come adulto non violento, spezzando quella catena che spesso può determinare il perpetrarsi di ulteriori violenze o il manifestarsi di sofferenze psichiche, relazionali e sociali nell'età adulta. Per garantire tale possibilità al minore, è necessario prendere in carico tutto il nucleo familiare differenziando gli interventi di recupero delle capacità genitoriali per colui che ha agito e colei che ha subito la violenza.

Il progetto, che vede coinvolti diversi attori pubblici e privati - una variegata rete di istituzioni e realtà impegnati nelle azioni di contrasto alla violenza alle donne - ha come fine ultimo quello di promuovere un cambiamento culturale che coinvolga le nuove generazioni, responsabilizzi gli adulti e attivi le figure educative che interagiscono con il minore.

Al di là di ogni urgenza dettata dalla cronaca, infatti, l’impegno che anche la Provinciaha concretamente speso e sta spendendo sul territorio per contribuire a questa necessaria e profonda trasformazione va sempre nella direzione di una società solidale, nella quale sia possibile ragionare in termini di coesione perché senza di essa non ci può essere vera crescita. A maggior ragione per quei minori vittime a loro volta di una violenza che va combattuta, e che le Istituzioni in primis hanno il dovere di combattere.

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