Telelavoro in Provincia

Nell’ambito delle politiche di conciliazione famiglia – lavoro la Provincia di Pavia avvia il telelavoro. Il progetto, cofinanziato da ASL e Provincia di Pavia, riguarda per il momento otto lavoratori le cui attività sono state ritenute telelavorabili e, quindi, delocalizzabili presso la loro abitazione attraverso l’utilizzo delle moderne tecnologie.

 

 “Questo progetto rappresenta un approccio moderno nella gestione del mondo del lavoro, nella costruzione di un nuovo sistema di politiche di conciliazione per una migliore qualità di vita del lavorare; per l’Ente è una forte spinta innovativa che si tradurrà in un miglioramento della produttività in un’ottica di flessibilità”, commenta Milena D’Imperio Assessore alle Pari Opportunità e Innovazione Tecnologica. 

Le attività classificate come telelavorabili sono: elaborazione e aggiornamento dati; informatiche e di consulenza, istruttoria pratiche; redazione atti; progettazione; verbalizzazione; lavori di (videoscrittura) data entry. Attività, queste, che non prevedono contatto con l’utenza né richiedono frequenti riunioni con colleghi o dirigenti.

Al progetto di telelavoro sono stati assegnati lavoratori che già svolgono mansioni collegate al progetto stesso, ma  si è tenuto conto anche di criteri quali la presenza di handicap fisici, la necessità di  assistenza a familiari, la lontananza della sede abitativa al luogo di lavoro. A cura della Provincia la predisposizione della postazione di telelavoro che prevede l’ installazione di apparecchiature e programmi informatici per lo svolgimento a distanza delle attività. I lavoratori  sono tenuti a compilare un rapporto on line della loro attività giornaliera in cui siano evidenziate l’ora di inizio e fine lavoro, eventuali interruzioni, le attività svolte. Sono anche tenuti a due ore giornaliere di reperibilità ed a rientri periodici presso la sede di lavoro di almeno un giorno alla settimana.

“Dopo le grandi multinazionali, anche la Pubblica Amministrazione dovrebbe svolgere un ruolo di driver per un nuovo mercato del lavoro, come del resto prevede l'Agenda Digitale, tornata alla ribalta delle cronache attuali anche in virtù delle modifiche normative apportate di recente dal decreto del fare emanato dal Governo Letta”, conclude D’Imperio.

 

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