Realizzazione di discariche per rifiuti contenenti amianto, la Provincia fissa i criteri

“Con questo atto importantissimo - esordisce il presidente della Provincia di Pavia, Daniele Bosone -  condiviso nell’approvazione all’interno dei percorsi istituzionali e nell’ambito associativo del territorio, ed approvato ora dalla Commissione Ambiente,  stiamo finalmente passando dall'improvvisazione alla programmazione. Partendo dal programma elettorale, passando attraverso i principi già approvati dal Consiglio Provinciale, siamo arrivati al documento base che orienterà le scelte per lo smaltimento dell'amianto presente esclusivamente nella nostra Provincia.

Invito pertanto gli operatori – si augura Bosone - a tenerne conto per evitare il fiorire di proposte disorganiche e svincolate da qualsiasi strumento di programmazione territoriale. Ovviamente trasmetteremo il documento in Regione perché sia chiaro qual'è l'indicazione voluta dalla Provincia di Pavia e non ci siano prevaricazioni di sorta”.

Per quale motivo si è arrivati alla stesura di questo atto?

In Provincia di Pavia sono state presentate, negli ultimi due anni, istanze riguardanti iniziative progettuali finalizzate alla realizzazione di discariche monodedicate per rifiuti contenenti cemento amianto. Questo proliferare di iniziative ha generato molta tensione sul territorio e l’adozione di alcuni provvedimenti amministrativi da parte sia della Amministrazione Provinciale sia dei Comuni interessati dagli ipotetici siti di smaltimento. L’Amministrazione Provinciale, in carica dal giugno 2011, ha deliberato la costituzione del gruppo di lavoro tecnico che ha redatto il documento che fissa criteri relativi alla problematica amianto presente sul territorio della provincia di Pavia., propedeutico alla predisposizione dell’atto integrativo al PPGR.

Successivamente alla costituzione del gruppo di lavoro, è giunta dal Consiglio Provinciale una sollecitazione in merito alla problematica dello smaltimento del cemento amianto che, oltre ad auspicare l’individuazione di  principi per la sostenibilità del percorso di realizzazione di eventuali siti per lo smaltimento di rifiuti di amianto, ha chiesto formalmente la predisposizione di una integrazione al Piano Provinciale Gestione Rifiuti riguardante la problematica del cemento amianto.

Durante il confronto è emersa la volontà, condivisa, di puntare all’autosufficienza provinciale in merito al dimensionamento di impianti per lo smaltimento del cemento amianto, pur consapevoli che l’attuale assetto normativo, sia nazionale sia regionale, non prevede alcuna azione pianificatoria, raccogliendo i dati e portandoli a sintesi in merito alla presenza di amianto sul territorio provinciale.

“Partendo dai principi già recepiti in Consiglio Provinciale – annuncia l’assessore Alberto Lasagna - il gruppo di lavoro composto da tecnici interni ed esterni alla Provincia ha individuato i criteri per l’analisi dei siti ove sia prevista la realizzazione di discariche per rifiuti contenenti cemento amianto in provincia di Pavia, indagine propedeutica alla predisposizione di un atto integrativo al Piano Provinciale Gestione Rifiuti. Il gruppospecifica l’assessore alle Politiche Ambientali, Riserve Naturali, Pianificazione faunistica - ha quantificato la presenza di amianto a livello provinciale, individuando criteri di massima per l’analisi dei siti stessi e criteri per individuare aree dove ci possano essere meno criticità per la loro eventuale localizzazione, in particolare dove esiste una notevole presenza di argilla”.

Ma quali sono i criteri individuati dalla Provincia?

Per quanto attiene agli areali dove potrebbe essere realizzato un sito di smaltimento, si ritiene che siano preferenziali aree già state oggetto di precedente trasformazione od utilizzo del territorio (vedasi in particolare cave) possibilmente in presenza di una viabilità che interferisca il meno possibile con centri abitati e tratti congestionati dal traffico, almeno nel tratto più vicino al sito di discarica. La presenza di barriere geologiche naturali e non perturbate rappresenta un ulteriore fattore di salvaguardia aggiuntiva che costituisce un elemento preferenziale in caso di analisi.

Si ritiene che per taluni areali possa essere approfondita la possibilità di realizzazione di siti per lo smaltimento, mediante interramento, dei soli rifiuti contenenti cemento amianto presenti sul territorio provinciale,  prendendo in considerazione i criteri di preferenzialità valutati.

L’introduzione di elementi di discontinuità colturale, anche marginali, oppure la diversa vocazionalità per almeno un anno aggira  il limite imposto rispetto ad areali coltivati a risaia; pertanto si ritiene che tale vincolo debba essere meglio circostanziato da Regione Lombardia contestualizzandolo a livello ambientale invece che a livello di coltura annuale in essere.

Stante la particolare suscettibilità ambientale in ordine allo smaltimento dei rifiuti, si  ritiene di dover segnalare l’adozione di tecniche costruttive e di isolamento di discariche il più possibile cautelative; in questo senso è auspicabile un ulteriore approfondimento nell’interpretazione della normativa regionale rispetto a quella nazionale.

Pierangelo Fazzini, presidente della commissione “Ambiente e Riserve naturali”, non nasconde la soddisfazione: “Ringrazio la commissione di lavoro perché finalmente è arrivato a compimento un iter complesso per individuare regole precise per tutelare il nostro territorio dal problema dell’amianto. Ora ci auguriamo che Regione Lombardia accolga in toto il documento che abbiamo approvato: questo si trasformerà in un addendum al Piano Provinciale Rifiuti, diventando così uno strumento di pianificazione”.

Condividi