Quote latte

Quote latte

La Provincia esercita  le funzioni amministrative in materia di quote latte, che comportano  attività di vigilanza relativa agli adempimenti dei produttori e dei primi acquirenti del latte,  che  sono rappresentati dalle ditte che ritirano il  latte direttamente dagli allevatori,  e la conseguente gestione informatizzata del Registro Pubblico delle Quote, consultabile sul sito del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (www.sian.it).

Alla Provincia di Pavia vanno pertanto indirizzate le istanze relative a:

    • adesione/recesso alle Organizzazioni Produttori operanti nel settore lattiero-caseario;
    • contratti di affitto e di vendita di sola quota e di azienda con quota;
    • mutamenti di conduzione aziendale;
    • mobilità consegne /vendite dirette (entro il 15 dicembre di ogni anno);pluralità di aziende con unico conduttore (entro il 31 dicembre)
    • mancata o ridotta produzione per cause di forza maggiore (entro 30 giorni dal verificarsi dell'evento);
    • raccolta delle dichiarazioni di vendita diretta a fine campagna (entro il 14 maggio di ogni anno (da inviare anche ad Agea, l'Agenzia);
    • pluralità/successione di acquirenti;
    • vidimazione registri acquirenti, produttori e trasportatori della
Contratti di vendita di sola quota latte: i contratti devono essere stipulati entro e non oltre il 15 DICEMBRE di ogni anno e devono essere trasmessi entro i quindici giorni successivi alla data di stipula alla Provincia la quale, entro il 15 Febbraio autorizza il trasferimento di quota a valere per il periodo di commercializzazione successivo; per tale trasmissione si deve utilizzare l'apposita modulistica.
Inoltre:
  • il produttore CEDENTE, se socio di una cooperativa o se aderente ad una organizzazione di produttori, deve depositare in originale la dichiarazione del Presidente della cooperativa/associazione produttori attestante il corretto espletamento delle procedure per l'esercizio del diritto di prelazione. Si ricorda che le comunicazioni di intenzione di vendita, ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione, devono pervenire alla cooperativa/associazione produttori interessata entro e non oltre il 10 NOVEMBRE di ogni anno;
  • nel caso di acquisto fuori regione, deve essere inviata copia del contratto alla Regione del produttore cedente entro 15 giorni dalla stipula. In questo caso il trasferimento di quota è consentito entro il limite massimo del 70% della quota latte dell'azienda cedente
  • Il produttore ACQUIRENTE deve rispettare il vincolo delle 30 tonnellate di quota per ettaro di superficie agricola utilizzata (SAU), con esclusione di boschi, frutteti e colture arboree.

 

Contratti di affitto quota latte: è possibile stipulare anche contratti di affitto di quota latte.

A tale scopo si ricorda che:

  • i contratti devono intercorrere fra produttori in attività, che hanno prodotto e commercializzato nel corso del periodo, entro e non oltre il 1° MARZO e devono essere trasmessi, entro tale data, alla  Provincia utilizzando l'apposita modulistica.
  • L'atto attestante il trasferimento di quota (cioè il MODULO con la convalida della regione o provincia di competenza) deve essere comunicato da parte di ciascun contraente (e quindi anche dal CEDENTE) al rispettivo acquirente.
  • Si rammenta che, ai fini delle revoche o riduzioni di quota per mancata o ridotta produzione, l'affitto NON COSTITUISCE utilizzo di quota.

La relativa modulistica è scaricabile dal sito della Regione Lombardia (http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=DG_Agricoltura%2FDGLayout&cid=1213556269769&p=1213556269769&pagename=DG_AGRWrapper Opportunità e regole – Allevamenti e produzioni zootecniche – nota del 4/11/2003) e del SIAN (www.sian.it - Utilità – Download Modulistica).

A chi rivolgersi:

Adriano Zenato
0382/597761 • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Latte e carne

Il latte

Se è vero che nelle cucine del passato si soleva dire 'alla pavese' per condire un piatto con abbondanza di burro e formaggio, allora questa terra può raccontarci sul latte una lunga storia. Che prende avvio da lontano, nell'età antica, quando il latte era apprezzato come ricco nutrimento e spesso ricondotto alla sfera del sacro e del divino. Primo nutrimento offerto dalla natura  ai cuccioli dell'uomo e degli altri mammiferi, il latte è un alimento completo in grado di garantire tutte le sostanze nutritive necessarie al primo periodo della vita.
Ma il  percorso che ha inizio nella stalla con la mungitura e arriva alla nostra tavola,  negli ultimi decenni è sensibilmente cambiato con l'avvento della tecnologia. A tutela della salute dei consumatori le aziende del settore e le centrali del latte sottopongono il latte ad un risanamento termico.
Negli allevamenti la mungitura viene effettuata per lo più con sistemi meccanici a tubature ermetiche, che filtrano il prodotto e lo trasportano in serbatoi frigoriferi. Il latte è quindi convogliato in autocisterne che lo trasportano alle centrali, dove può essere sottoposto a processi di risanamento e conservazione per ottenere latte alimentare oppure a processi di trasformazione per la produzione di latti speciali, formaggi e altri derivati.
Ad affiancare il sistema agroindustriale anche nella nostra provincia si stanno diffondendo i distributori automatici di “latte crudo”, quale rinnovata forma di incontro tra produttori e consumatori, senza alcuna intermediazione. La raccomandazione che viene fornita dalle autorità sanitarie è comunque quella di un utilizzo del latte solo dopo averlo fatto bollire, come facevano del resto già le nostre nonne.
Ed è nel mantenimento della tradizione che, il visitatore della nostra realtà provinciale potrà scoprire, oltre a prodotti tipici come il  Salame di Varzi, allevamenti che trasformano  il loro latte, in qualche caso prodotto ancora da vacche di razza Varzese (unica razza autoctona della Lombardia) o da capre, in formaggi venduti direttamente ai consumatori.

 

La carne

... c'era un tempo in cui la carne veniva considerata l'alimento energetico per eccellenza, adatta a nutrire guerrieri, i potenti che dalle armi e dalla forza fisica traevano legittimazione sociale.
 La carne era considerata il cibo ideale per tutti e, a maggior ragione, per coloro che erano chiamati a governare e ad essere forti.
Il consumo della carne e l'uso delle armi erano strettamente connessi e posti sullo stesso piano.
La cultura monastica esaltava ancora di più il valore della carne, che assumeva per la gente comune il significato di piatto "principe". L'astenersi dal mangiarla aveva il significato di una "penitenza" e la cosa da cui ci si asteneva diveniva fonte di desiderio... "Il piacere della carne" era un concetto ben presente nella cultura e comprendeva tutto ciò che l'uomo poteva desiderare: la carne era fonte di vigore legata alla forza fisica e alla sensualità."Mangiar magro" e "Mangiar grasso" erano momenti temporali in cui si dividevano i periodi dell'anno, erano una classificazione sociale e un modo di concepire l'alimentazione.
Sognata come simbolo di benessere e riscatto sociale, poi snobbata per le sue virtù proteiche, messa in discussione dai vegetariani, animalisti e dietologi o dietonomi..., oggi recupera in cucina tutta la sua grandezza: quando si parla di convivialità della tavola, del "piacere", la carne affiancata ad un buon bicchiere di vino, è sempre presente.
La provincia di Pavia, pur essendo più nota per la produzione di latte, vanta da qualche decennio anche un ricco patrimonio di bovini "da carne".
Ci sono poi gli animali "da cortile" che aprono un lungo capitolo della storia gastronomica di tutta la Provincia.
Caratteristico è l'allevamento dell'oca in Lomellina.
 

Zootecnia

Libri Genealogici

La zootecnia pavese sta ancora scontando gli effetti di una crisi proveniente dal di fuori del suo ambito territoriale e perdurante già da alcuni anni. Infatti sia il numero di capi che degli allevamenti ha fatto registrare una progressiva contrazione dal 1982 a oggi. Tuttavia, l'incidenza delle produzioni di origine animale occupa una posizione preponderante all'interno della nostra provincia, in armonia con il dato riferito alla media regionale.
Il riconoscimento della qualità intrinseca della produzione zootecnica provinciale, nonché la recente estensione al comparto zootecnico della normativa sulle produzioni biologiche potrebbe, se intelligentemente calata nel contesto provinciale, saldare determinati ambiti produttivi ad altrettanti ben determinati tipi di produzione, con benefiche ulteriori ricadute in termini di reddito per gli allevatori pavesi.
Sebbene in presenza di una persistente difficile situazione economica congiunturale, gli allevatori pavesi hanno saputo resistere al succedersi ciclicamente ripetuto di crisi.
Lo sviluppo della competitività di questo settore non può prescindere dalla selezione genetica cui questa attività della Provincia si riferisce e che si esplica attraverso le verifiche presso l'Associazione Provinciale Allevatori e presso gli allevamenti.

L'attività di tenuta dei Libri Genealogici, dei Registri Anagrafici e l'effettuazione dei controlli funzionali della produttività del bestiame è strumentale ed indispensabile alla realizzazione della selezione del bestiame e conservazione biodiversità.

Servizio Assistenza Tecnica allevamenti (S.A.T.A.)

Il comparto zootecnico pavese, pur risentendo delle crisi che in maniera ricorrente investono l'intero settore, riveste comunque una notevole importanza strategica nell'ambito agricolo provinciale, in termine di risorse economiche impegnate e di reddito conseguito. Le produzioni, di assoluta qualità, stentano ancora ad affermarsi commercialmente su un mercato evoluto come quello dei prodotti alimentari a più alto valore aggiunto a causa di una concorrenza interna ed internazionale molto agguerrita. È pertanto necessario intervenire, a seguito di andamenti avversi, con sistemi di sostegno alla produzione (assistenza tecnica) così come previsto dalla normativa comunitaria.

Il sostegno al comparto zootecnico provinciale in quanto settore strategico nell'ambito dell'agricoltura pavese si esplica anche attraverso l'attività di assistenza tecnica dell'Associazione Provinciale Allevatori: gli adempimenti di competenza della Provincia consistono nella verifica di tale attività richiesta per l'accesso a questo regime di aiuto.
 

A chi rivolgersi:

Adriano Zenato
0382/597761 • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.