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Garzaia di S.Alessandro

Ubicazione Comune di Zeme Lomellina

Il SIC "Garzaia di S. Alessandro" ricade nel territorio del Comune di Zeme Lomellina, estendendosi per un'area complessiva di 137,50 ettari di terreno; l'area di Monumento Naturale è suddivisa in due settori separati dall'insediamento della Cascina S. Alessandro.
Geograficamente la Garzaia di Sant'Alessandro si colloca nel settore occidentale della Lomellina, in corrispondenza di un antico paleoalveo che si estende, con il caratteristico aspetto meandriforme, in direzione circa NO-SE tra le località di Zeme e Galliavola.
Le proprietà geomorfologiche e litologiche dell'area determinano la struttura idrogeologica della zona. Al di sotto del piano di campagna si trova, in corrispondenza di strati sabbioso-ghiaiosi altamente permeabili, la falda freatica, i cui livelli oscillano periodicamente tra la quota campagna e 2 metri di profondità.
Canali, rogge e fossi presenti all'interno del Monumento e nelle aree circostanti sono il risultato di opere effettuate dall'uomo per lo sfruttamento delle acque sorgive mediante convogliamento forzato delle acque nelle zone di interesse agricolo.
Tra questi ricordiamo la Roggia Nuova, la Roggia Guida, il Cavo Tortorolo o Solero e la Roggia Raina.
L'attuale stato della vegetazione del Monumento Naturale "Garzaia di S. Alessandro" è il risultato dell'evoluzione naturale e delle modifiche risultanti dagli interventi di ripristino attuati in base al Progetto di Assestamento Naturalistico condotto nel 1992; l'intera area è occupata prevalentemente dalla vegetazione igrofila planiziale, con dominanza di Alnus glutinosa, tuttavia non mancano esempi di vegetazione igrofila erbacea presente nelle chiarie nonché di esempi di vegetazione prettamente acquatica diffusa lungo le rogge.
Oltre ai boschi di Ontano in talle contesto sono in grado di affermarsi anche nuclei sparsi di saliceto arbustivo, il cui sviluppo è a sua volta strettamente legato a suoli molto umidi e soggetti a periodiche sommersioni con prevalenza Salix caprea e Salix cinerea, a costituire boscaglie fitte ed intricate, frammisti ad altre specie arbustive, prescelte a loro volta come habitat preferenziale da diverse specie di aironi coloniali.
Secondo quanto riportato nel Piano di Gestione del Monumento, lo strato arbustivo è costituito oltre che dalle specie sopra riportate, da Sambucus nigra, Cornus sanguinea, Crataegus monogyna distribuiti in maniera sporadica.
La varietà degli ambienti presenti all'interno del Monumento Naturale "Garzaia di S. Alessandro", ha reso possibile, in anni diversi, la nidificazione di sei delle sette specie di Ardeidi che si riproducono in Italia.
Oggi i nidi sono localizzati in due nuclei: il nucleo orientale caratterizzato da cespugli di saliconi mentre il nucleo occidentale si trova all'interno dell'ontaneto maturo. Dagli ultimi censimenti effettuati le specie presenti sono: Airone cenerino (Ardea cinerea) Nitticora (Nycticorax nycticorax), Airone rosso (Ardea purpurea), Garzetta (Egretta garzetta), Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) ed Airone guardabuoi (Bubulcus ibis). Il numero di coppie presenti stagionalmente sembra essersi stabilizzato da alcuni anni.
Oltre che per la più grande colonia di Aironi presente in Lomellina, i boschi del Monumento Naturale di S. Alessandro ricoprono un importante ruolo grazie alla presenza di altre specie di uccelli sia nidificanti che di passo.
In particolare sono state censite alcune specie presenti nell'elenco dell'allegato I della Direttiva Uccelli.
Relativamente alla fauna non ornitica (mammiferi, anfibi e rettili) le specie di grande rilevanza non sono numerose ma conferiscono comunque ulteriore motivo di interesse scientifico dell'area. Il SIC "Garzaia di S. Alessandro" ricade nel territorio del Comune di Zeme Lomellina, estendendosi per un'area complessiva di 137,50 ettari di terreno; l'area di Monumento Naturale è suddivisa in due settori separati dall'insediamento della Cascina S. Alessandro.
Geograficamente la Garzaia di Sant'Alessandro si colloca nel settore occidentale della Lomellina, in corrispondenza di un antico paleoalveo che si estende, con il caratteristico aspetto meandriforme, in direzione circa NO-SE tra le località di Zeme e Galliavola.
Le proprietà geomorfologiche e litologiche dell'area determinano la struttura idrogeologica della zona. Al di sotto del piano di campagna si trova, in corrispondenza di strati sabbioso-ghiaiosi altamente permeabili, la falda freatica, i cui livelli oscillano periodicamente tra la quota campagna e 2 metri di profondità.
Canali, rogge e fossi presenti all'interno del Monumento e nelle aree circostanti sono il risultato di opere effettuate dall'uomo per lo sfruttamento delle acque sorgive mediante convogliamento forzato delle acque nelle zone di interesse agricolo.
Tra questi ricordiamo la Roggia Nuova, la Roggia Guida, il Cavo Tortorolo o Solero e la Roggia Raina.
L'attuale stato della vegetazione del Monumento Naturale "Garzaia di S. Alessandro" è il risultato dell'evoluzione naturale e delle modifiche risultanti dagli interventi di ripristino attuati in base al Progetto di Assestamento Naturalistico condotto nel 1992; l'intera area è occupata prevalentemente dalla vegetazione igrofila planiziale, con dominanza di Alnus glutinosa, tuttavia non mancano esempi di vegetazione igrofila erbacea presente nelle chiarie nonché di esempi di vegetazione prettamente acquatica diffusa lungo le rogge.
Oltre ai boschi di Ontano in talle contesto sono in grado di affermarsi anche nuclei sparsi di saliceto arbustivo, il cui sviluppo è a sua volta strettamente legato a suoli molto umidi e soggetti a periodiche sommersioni con prevalenza Salix caprea e Salix cinerea, a costituire boscaglie fitte ed intricate, frammisti ad altre specie arbustive, prescelte a loro volta come habitat preferenziale da diverse specie di aironi coloniali.
Secondo quanto riportato nel Piano di Gestione del Monumento, lo strato arbustivo è costituito oltre che dalle specie sopra riportate, da Sambucus nigra, Cornus sanguinea, Crataegus monogyna distribuiti in maniera sporadica.
La varietà degli ambienti presenti all'interno del Monumento Naturale "Garzaia di S. Alessandro", ha reso possibile, in anni diversi, la nidificazione di sei delle sette specie di Ardeidi che si riproducono in Italia.
Oggi i nidi sono localizzati in due nuclei: il nucleo orientale caratterizzato da cespugli di saliconi mentre il nucleo occidentale si trova all'interno dell'ontaneto maturo. Dagli ultimi censimenti effettuati le specie presenti sono: Airone cenerino (Ardea cinerea) Nitticora (Nycticorax nycticorax), Airone rosso (Ardea purpurea), Garzetta (Egretta garzetta), Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) ed Airone guardabuoi (Bubulcus ibis). Il numero di coppie presenti stagionalmente sembra essersi stabilizzato da alcuni anni.
Oltre che per la più grande colonia di Aironi presente in Lomellina, i boschi del Monumento Naturale di S. Alessandro ricoprono un importante ruolo grazie alla presenza di altre specie di uccelli sia nidificanti che di passo.
In particolare sono state censite alcune specie presenti nell'elenco dell'allegato I della Direttiva Uccelli.
Relativamente alla fauna non ornitica (mammiferi, anfibi e rettili) le specie di grande rilevanza non sono numerose.

Con Decreto ministeriale 15 luglio 2016 la Riserva è stata designata quale "Zona Speciale di Conservazione" (ZSC) ai sensi della Direttiva "Habitat" (92/43/CE). 

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