Le Torraie - Monte Lesima

La Riserva Naturale e SIC (sito di importanza comunitaria) Le Torraie – Monte Lesima si estende per 598 ettari lungo la valle delle Torraie nel comune di Brallo di Pregola, dal corso dei torrenti Avagnone e Trebbia ai 1.724 metri della vetta del Lesima. Dal punto di vista geologico il sito è caratterizzato dai calcari di monte Antola e dalla scarpata di Corbesassi.

La Riserva ospita centinaia di ettari di boschi di faggio alle quote più elevate e carpino nero alle quote inferiori. Lungo il crinale sono presenti estese praterie meso-xerofile di notevole valore naturalistico per la ricchezza di specie (abbondantissime le orchidee) e le interazioni con gli impollinatori che le visitano. E’ presente una stazione di Astragalus sirinicus, la più settentrionale della penisola italiana. Grazie alla sua posizione geografica, infatti, il monte Lesima (la cui vetta è posta a meno di 40km in linea d’aria dal Golfo del Tigullio e dal Golfo Paradiso), pur essendo inserito in un contesto climatico continentale, risente di non poche influenze mediterranee.

La presenza faunistica annovera il gambero di fiume, molti rapaci diurni tra i quali l’aquila reale e il biancone e, tra i mammiferi, il cervo e il lupo. Grazie alle oltre 80 specie contattate, l’area del monte Lesima è una tra le più ricche di farfalle in Europa.

Il monte Lesima rappresenta la vetta più alta dell’Appennino ligure–piemontese-pavese.

E’ riconoscibile per la presenza di un radar di servizio alla navigazione aerea e per la grande croce di vetta. Il versante occidentale offre fianchi ripidi ed erbosi; ad est si presenta scosceso e dirupato. Domina le valli del Trebbia e del torrente Avagnone, suo affluente di sinistra.  “Dalla cima si gode una vista estesissima sulle valli circostanti e su tutto l'Appennino ligure-piacentino. Si riconoscono i monti Dego e Oramara, appartenenti alla giogaia fra il Trebbia e l'Aveto; i monti Bue, Maggiorasca, Penna e Ajona, tra i quali corre lo spartiacque fra l'Aveto ed il Taro. Tra i monti Lesima e Alfeo scorre il torrente Boreca in una valle tortuosa e impervia, tra le più affascinanti di tutto l'Appennino” (da “Un’ isola tra i monti”, di Fabrizio Capecchi). Nelle giornate più limpide si può scorgere un lembo del mar Ligure.

Allegati:
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