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La storia del Giardino Alpino di Pietra Corva

I primi giardini botanici alpini sorsero soprattutto in Austria e in Svizzera attorno alla metà del 1800 con lo scopo principale di sensibilizzare ed educare il pubblico al rispetto ed alla protezione delle specie minacciate dalla raccolta indiscriminata, a quei tempi assai diffusa.
I giardini di vecchia data di fondazione, sorti dall'inizio del secolo scorso fino attorno al 1970, raccolgono spesso, vicino a taxa locali, anche collezioni di specie di provenienza europea ed extraeuropea.
Anche al Giardino Alpino di Pietra Corva, nel momento della sua realizzazione, fu data la stessa impronta, che può essere sinteticamente riassunta secondo le seguenti tre linee guida principali: ricerca dell'arricchimento floristico, acclimatazione di specie endemiche e rare, completamento di collezioni di specie.
Successivamente con l'affermarsi dell'esigenza sempre più impellente di conoscere, tutelare e valorizzare l'ambiente naturale, pena il degrado irreversibile, anche i giardini botanici alpini cercano di ampliare le loro funzioni puntando su quattro obiettivi fondamentali: la conservazione, la ricerca scientifica, la didattica e l'attività turistica.

Il Giardino Alpino di Pietra Corva è ubicato in comune di Romagnese, a 950 m di altitudine sulle pendici del Monte Pietra di Corvo.
Ideato e realizzato dal Dott. Antonio Ridella, valente veterinario e cinofilo, ma anche naturalista e grande appassionato ed esperto di botanica, il giardino fu aperto ufficialmente al pubblico nel 1967.
Sorse così un giardino con una finalità ben precisa e molto valida per quel tempo: conservare ed adattare piante d'alta quota provenienti da diversi sistemi montuosi.
Attorno al 1970, la passione e l'entusiasmo di Antonio Ridella riuscirono a contagiare un gruppo di amici tra cui il Dott. Adriano Bernini, che lo aiutò a potenziarne la struttura e, alla sua precoce morte avvenuta nel 1984, subentrò nella direzione del giardino.
Attualmente il giardino è gestito dalla Provincia di Pavia attraverso una convenzione con il comune di Romagnese e la Comunità Montana Oltrepo Pavese.
La superficie del giardino è pari a circa tre ettari, di cui la metà coperta da una fageta, da impianti di pino nero, larice e da essenze arbustive ed erbacee proprie dei variati sottoboschi.
Le specie attualmente presenti nel giardino sono circa 1200, suddivise nei vari settori principalmente secondo la provenienza geografica, la collezione di generi importanti, le caratteristiche ecologiche e ambientali di crescita.
Il Giardino è dotato di un centro-visita che illustra i diversi aspetti del territorio ed è completato da una serie di pannelli didattici esposti lungo i sentieri interni. I recinti confinanti con queste strutture ospitano inoltre ungulati quali cervi, daini e mufloni.
Presso il Giardino Alpino di Pietra Corva è stato realizzato un Centro Studi dell'Appennino Settentrionale il cui scopo è quello di favorire, sviluppare e realizzare attività di  ricerca, educazione ed informazione sull'ecosistema naturale appenninico nonché attività di studio della biodiversità del territorio limitrofo.

 


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Giardino Alpino di Pietra Corva