La Provincia di Pavia ha inteso esplicitare e formalizzare il proprio impegno verso uno sviluppo sostenibile della comunità locale aderendo, con atto di giunta del 17/01//2001, alla Carta delle città europee per uno sviluppo durevole e sostenibile ed avviando una propria Agenda 21.

L'art. 1 dello Statuto della Provincia di Pavia impegna l'Ente nella promozione della sostenibilità locale e del confronto tra i portatori d'interesse attivi sul territorio "al fine di rafforzare la capacità di governo dell'area provinciale, nel rispetto dei diritti delle generazioni future e della sostenibilità dello sviluppo".
Per la Provincia di Pavia, Agenda21 è un processo di programmazione partecipata che mira ad avviare strategie di sviluppo sostenibile rispondenti alle caratteristiche locali, capaci di guardare al medio-lungo periodo e strutturate in modo integrato. È un percorso che nasce da una scelta volontaria e partecipata tra più attori locali, che deve servire a esplicitare e condividere obiettivi e a tradurli in una strategia trasversale, in linee d'azione concrete che consentano di conseguire gli impegni assunti a livello locale e globale. Per risolvere i problemi legati al territorio, occorre puntare sulla partecipazione, sull'assunzione di responsabilità individuali e collettive a livello locale, sul senso di identità e di appartenenza dei cittadini che si riconoscono non loro territorio e sono disposti ad impegnarsi per la sua tutela. Si tratta di un approccio in qualche modo rivoluzionario, che mette in evidenza l'importanza di perseguire uno sviluppo sostenibile partendo "dal basso", attraverso un processo in cui gli enti locali, più vicini ai cittadini, sono protagonisti e in cui le istituzioni si aprono verso la comunità con il coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutti.

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Le buone abitudini si imparano fin da bambini: realizziamo percorsi educativi per aiutare la formazione della coscienza ambientale.
La scuola può far molto per educare al rispetto per le risorse naturali e per insegnare a comprendere ed apprezzare le complesse relazioni esistenti tra l'uomo, il suo spazio culturale e l'ambiente in cui vive. Attraverso l'educazione ambientale cerchiamo di sviluppare nei ragazzi, attraverso la conoscenza e la motivazione, il coinvolgimento nei confronti dell'ambiente e dei problemi ad esso collegati, trasmettendo che cos'è lo sviluppo sostenibile a coloro che avranno davvero la possibilità di renderlo reale, a coloro che stanno costruendo ora il loro futuro, i bambini.

Nel territorio della nostra provincia proponiamo progetti ed attività di educazione ambientale a fasce di età molto diverse, che spazianodai piccolissimi alunni della scuola d'infanzia fino agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, con i quali lavoriamo su progetti di notevole complessità ed interesse.
Attraverso pubblicazioni e kit didattici che affrontano ogni anno temi differenti, definiti dalle priorità della Provincia e dalle richieste degli insegnanti, raggiungiamo migliaia di studenti ed alunni, che realizzano così progetti di educazione ambientale insieme ai propri insegnanti, per i quali organizziamo anche corsi di aggiornamento che spaziano dalla biodiversità all'inquinamento acustico; dalla realizzazione di colori naturali alla efficace comunicazione del rispetto per l'ambiente.

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Supporto SIT all'adeguamento del PTCP

Il principale progetto su cui si è concentrata l'attività del SIT negli ultimi anni è stata l'elaborazione della cartografia del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, nelle sue fasi come il reperimento dei dati territoriali, l'importazione delle basi dati relative al PTCP, la realizzazione di strati tematici, la progettazione di una opportuna base dati geografica che contenga tutte le informazioni,  la produzione di un sistema informatico di consultazione.
Per il prossimo futuro le attività si concentreranno sull'adeguamento del PTCP alla L.R.12/2005, l'integrazione con fonti diverse, lo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni. Con il processo di adeguamento del Ptcp alle nuove disposizioni della L.R. 12/2005 rilevante sarà il ruolo del SIT anche alla luce della direttiva europea (INSPIRE) e degli indirizzi per la realizzazione del "SIT integrato della Pianificazione Provinciale" dettati dalla Regione all'insegna della interoperabilità dei livelli informativi regionali e provinciali.

Linee guida SIT provinciale per il PTCP

SIT

Il Sistema Informativo Territoriale (SIT) del Settore Territorio è finalizzato all'omogeneizzazione su base informatica dei dati sul territorio e sull'ambiente provenienti dagli studi sviluppati per il PTCP sia dai consulenti incaricati sia da altri settori della Provincia. Coordina inoltre le azioni necessarie per l'aggiornamento periodico di tali dati e per garantire l'accesso degli enti e del pubblico alle banche dati.
Le banche dati vengono messe a disposizione dei Comuni e di altri enti locali per la redazione dei piani territoriali ed urbanistici e dei piani di settore.
È organizzato in livelli cartografici e database associati, secondo una logica GIS (Geographic Information Sistem). Per l'impostazione generale del SIT sono stati rispettati i criteri adottati dalla Regione Lombardia.
Il SIT del Settore Territorio lavora nell'ottica dell'integrazione delle diverse basi cartografiche (esterne e interne) in un'unica architettura di sistema informativo.
La disponibilità di tali banche dati fornisce uno strumento per costruire e gestire la pianificazione di area vasta e per sviluppare le istruttorie sugli strumenti urbanistici comunali sulla base di informazioni il più possibile attendibili e aggiornate, secondo le dinamiche di evoluzione del territorio.

Commissari ad acta

La legge regionale 12/2005, stabilisce che a far data dall'efficacia del PTCP, le Province esercitano i poteri sostituitivi in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica.
La medesima legge disciplina le procedure per l'attivazione dei poteri sostitutivi consistenti nella nomina di un Commissario ad acta da parte del Presidente della giunta Provinciale.
Si evidenzia che i poteri sostitutivi contemplati dalla nuova legge sono previsti per inadempienze dei Comuni.

Verbale di deliberazione della Giunta Provinciale n. 10

Altri strumenti urbanistici

Nella legge di sistema quale la legge regionale 12/2005, il passaggio alla fase ordinaria , richiede in genere tempi lunghi e una fase di adattamento, si tratta infatti di mutare prassi amministrative ormai consolidate,  e di innovare il bagaglio culturale di un gran numero di operatori pubblici e privati.
A tal fine la legge regionale 12/2005, ha previsto una specifica disciplina cosiddetta norma transitoria (art.25), che costituisce un veo e proprio ponte di passaggio tra la vecchia e la nuova normativa.
Tale norma si pone innanzitutto l'obiettivo di spingere i Comuni ad un sollecito adeguamento della loro strumentazione urbanistica generale alle previsioni della legge, e dunque di dar corso alla sostituzione dei loro Piani regolatori (PRG), con il Piano di Governo del Territorio (PGT), prevedendo a tal fine l'inefficacia dei PRG se a tale sostituzione non si sia provveduto entro quattro anni dalla entrata in vigore della nuova legge.

La legge introduce, poi,  per tutti i Comuni alcune limitazioni al loro potere di attuare e di modificare i PRG vigenti. In particolare, la norma transitoria citata, come modificata e integrata dalla legge regionale 12/2006, dispone che fino alla approvazione di tutti gli atti di PGT, i comuni possono procedere, con elencazione avente carattere di tassatività, alla approvazione di:

  • atti di programmazione negoziata;
  • progetti regolati dalla procedura dello sportello unico per le attività produttive ex articolo 5 del D.P.R. n. 447/1998 ed articolo 97 della legge in commento;
  • varianti nei casi di cui all'art.2, comma 2, della legge regionale 23 giugno 1997 e di piani attuativi in variante con la procedura di cui all'art.3 della predetta legge regionale 23/1997;
  • varianti urbanistiche di adeguamento agli studi per l'aggiornamento del quadro di dissesto idrogeologico, predisposti secondo i criteri di cui all'art.57, comma 1, e agli studi per la definizione del reticolo idrico, previa valutazione tecnica da parte delle competenti strutture regionali in base alle rispettive discipline di settore: in tal caso la fattispecie di cui all'articolo 2, comma 2, lettera i), della l.r. 23/1997 trova applicazione senza l'eccezione prevista dalla stessa lett. i).;
  • varianti urbanistiche finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche non di competenza comunale: in tal caso la fattispecie di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), della l.r. 23/1997 trova applicazione anche in assenza di originaria previsione localizzativa e senza necessità di previa progettazione esecutiva.

Particolare importanza tra gli atti di programmazione negoziata, rivestono i Programmi Integrati di intervento (PII), che costituiscono nello spirito del legislatore il più utilizzato strumento di collaborazione fra pubblico e privato nel settore del territorio.
Per anni le scelte territoriali sono avvenute formalmente in base a provvedimenti assunti dalle amministrazioni comunali, che acquisiva al più l'apporto dei privati nella forma delle osservazioni. I P.I.I. sono invece il principale strumento di rottura di questo tradizionale schema, abituando l'Amministrazione Pubblica a dialogare in modo aperto e trasparente, con il privato e a valutare le rispettive esigenze  in un quadro complessivo di coerente trasformazione del territorio.
Rispetto ai PII, in questa sede è importante rilevare che essi possono continuare ad essere approvati, non solo in applicazione di un documento di inquadramento vigente che naturalmente continua a conservare la sua validità, ma anche in sua assenza qualora però il Comuni se ne doti (comma 7, art.25), con apposita deliberazione consiliare di regolamentazione della programmazione negoziata comunale.
Per quel che riguarda i progetti in variante ai sensi dello sportello unico, si ricorda che dopo la modifica del decreto 447/1998 principale norma di riferimento, operata dal decreto 440/2000, si è ampliato notevolmente il novero delle iniziative approvabili anche in variante urbanistica, con questa procedura, perché si afferma il principio che possono essere approvati progetti relativi  a tutte le attività produttive di beni e servizi. E' importante comunque rimarcare che questo procedimento speciale riconducibile allo sportello unico per le attività produttive muove obbligatoriamente da un progetto di intervento esecutivo,  e non può essere una variante urbanistica meramente localizzativa.

   

 

Pianificazione comunale

La legge regionale 11 marzo 2005 n.12, legge per il governo del territorio, riforma la disciplina urbanistica contenuta nella legge regionale 51/75 e coordina in un unico testo, la normativa regionale in materia urbanistico-edilizia al fine di semplificarne e renderne più chiara la consultazione. La legge pubblicata sul 1° Supplemento Ordinario al BURL n. 11 del 16 marzo 2005 è entrata in vigore il 31 marzo 2005.
I contenuti di maggior significato della Legge Regionale per il Governo del Territorio possono riscontrarsi nel superamento del vecchio modello di Piano Regolatore Generale (PRG) e della zonizzazione, a favore di uno strumento di piaificazione comunale più flessibile con una capacità decisionale, una discrezionalità politico-amministrativa posta direttamente in capo ai comuni, sia nella fase di pianificazione con la scelta degli obiettivi strategici, sia nella successiva fase attuativa.
Il Piano Regolatore Generale tradizionale, viene infatti superato e sostituito completamente dal Piano di Governo del Territorio (PGT), composto da tre atti: Documento di Piano, Piano dei servizi e Piano delle Regole.

Supporto SIT ai Piani di Governo del Territorio

Il Settore Territorio della provincia di Pavia condivide le banche dati territoriali realizzate allo scopo di  supportare attivamente il processo di costruzione dei PGT nell'ottica di sussidiarietà della pianificazione territoriale  e di  pianificazione a maggior dettaglio.
Mettendo a disposizione banche dati e cartografia, anche con connessioni con altri enti o istituzioni che possiedono dati su territorio e ambiente, e fornendo direttamente su  richiesta degli uffici tecnici comunali sia i dati del Mosaico degli Strumenti Urbanistici Comunali (relativi al territorio del comune e dei comuni contermini) che i dati relativi alla pianificazione provinciale con le banche dati del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale si vuole dare impulso positivo all'acquisizione da parte degli uffici tecnici comunali della condivisione delle scelte di pianificazione sovracomunale e  provinciale.
Restituendo alle amministrazioni comunali i dati in formato vettoriale (shapefile) e acquisendo con l'approvazione del PGT e la restituzione degli strati informativi per la pubblicazione le banche dati geografiche della pianificazione comunale si intende generare un flusso di informazioni tale da permettere di avere un quadro sempre aggiornato delle scelte di programmazione territoriale.

Linee guida Piani di Governo del Territorio

Supporto SIT alla Valutazione Ambientale Strategica

Il Sistema Informativo Territoriale si propone quale strumento di supporto alla elaborazione della Valutazione Ambientale Strategica nell'ambito dell'adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale alla L.R. 12/2005.
A tal fine si provvederà alla fornitura di dati e indicatori funzionali e alla strutturazione di un nuovo processo che istituisca un sistema di monitoraggio continuo nel tempo basandosi su relazioni tra sistemi di conoscenze e strutture dati orientate ad un dialogo tra sistemi informativi territoriali, sistemi di valutazione e dati relativi al territorio aggiornati periodicamente che garantisca un accesso trasparente e verificabile alle scelte effettuate per Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.