Garzaia di Porta Chiossa

Ubicazione Comune di San Genesio ed Uniti e Sant'Alessio con Vialone

La garzaia si estende su terreni alluvionali sabbioso-ghiaiosi, interessati da una falda freatica di debole profondità e da rogge che conferiscono all'ambiente l'umidità necessaria per lo sviluppo di associazioni vegetali igrofile. Sono infatti cresciuti spontaneamente boschi di Ontano nero (Alnus glutinosa) che, in passato interessati da tagli abusivi, sono stati oggetto di intervento da parte dell'Ente gestore al fine di restituire loro le caratteristiche ottimali per la nidificazione degli Ardeidi. Interventi che hanno inoltre scorporato dall'area di riserva alcuni coltivi e pioppeti poi inclusi nella fascia di rispetto, dando come risultato la costituzione di due nuclei boscati distinti. I due ontaneti sorgono in porzioni di terreno ad umidità differente e lo si riscontra dalle essenze del sottobosco, che nel nucleo ad Est includono Salcerella (Lythrum salicaria) e specie affini al Non ti scordar di me (Myosotis sp.), ma anche, in prossimità di depressioni nel terreno, Mazzesorde (Typha latifolia) e Canne palustri (Praghmites australis). Una curiosità: la garzaia di Porta Chiossa occupa, in parte, terreni un tempo compresi in quello che fu il "Parco Nuovo" voluto da Gian Galeazzo Visconti.
Anche se dell'antico parco non resta più nulla, la colonia di Aironi, presenti dall'inizio degli anni '70, ha permesso di tutelarne l'area corrispondente alla garzaia, con l'istituzione a Biotopo prima, Riserva Naturale in seguito e SIC e ZPS attualmente.
Quello che oggi si dentifica come l'ontaneto situato ad Ovest risulta forse essere il più interessante dal punto di vista naturalistico poiché regolare sede di garzaia, prevalentemente occupata da Nitticora e Garzetta, dal 1974. Nella garzaia di Porta Chiossa è stata comunque rilevata anche la presenza di Sgarza ciuffetto e di Airone cenerino.

Piano di Gestione

 

 

 

Allegati:
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