Nel prossimo futuro al settore primario verranno richieste sfide sempre più impegnative: produrre sempre più alimenti per una popolazione mondiale in rapida crescita e al contempo svolgere un ruolo sempre più importante per la salvaguardia dell’ambiente e per il contrasto ai cambiamenti climatici.

 

L’agricoltura dovrà farsi carico di tali impegni e contestualmente ritrovare quei margini di redditività che negli ultimi anni sono stati progressivamente sempre più erosi a causa del continuo aumento dei costi di produzione e della volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli.

 

Una possibile via per affrontare con successo le sfide del futuro è rappresentata dalle tecniche conservative di gestione del suolo le quali attraverso la riduzione delle lavorazioni, la rotazione delle colture e la gestione dei residui colturali si prefiggono l’incremento della sostanza organica nel terreno. Il raggiungimento di tale obiettivo consente di limitare l’inquinamento da agrochimici e di ridurre le emissioni dei sistemi agricoli senza pregiudicarne il livello produttivo.

 

Anche l’agricoltura della nostra provincia, molto importante per produzioni e superfici nel contesto regionale, è chiamata ad esercitare il proprio ruolo nell’ambito di tali tematiche. Nel presente contributo, dopo aver preso in esame gli aspetti relativi alle emissioni del sistema agricolo, analizzato le peculiarità dell’agricoltura conservativa e definito le caratteristiche salienti del panorama agricolo in provincia di Pavia vengono riportate esperienze e prove realizzate sul territorio allo scopo di valutarne la reale applicabilità nel contesto agricolo provinciale.

 

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