Industrie a rischio 

Il D.Lgs. 21 settembre 2005, n. 238 (pubblicato in G.U. 21 novembre 2005, n. 271, S.O. n. 189) che ha recepito la direttiva 96/82/CE come modificata dalla direttiva 2003/105/CE (c.d. "Seveso Ter") ha introdotto importanti modifiche al D.Lgs. 17 agosto 1999 n. 334, in materia di prevenzione e controllo di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.
In particolare, il decreto legislativo n. 238/2005:

  • ha esteso il campo di applicazione della normativa vigente relativamente alle attività industriali, (art. 4, D. Lgs. 334/99);
  • ha ampliato la partecipazione dei soggetti interessati al processo della pianificazione d'emergenza, (art. 11 e art 20 del D. Lgs. 334/99);
  • ha individuato un secondo livello di gestione del rischio di incidenti nelle aree interessate dagli stabilimenti "Seveso" (art. 12, D. Lgs. 334/99);
  • ha introdotto nuove tipologie a rischio di cui tener conto nell'elaborazione delle politiche di assetto del territorio e del controllo dell'urbanizzazione (art. 14, D. Lgs. 334/99);
  • ha intensificato il diritto dei cittadini interessati all'informazione sulle misure di sicurezza (art. 22, D. Lgs. 334/99);
  • sono state altresì individuate nuove sostanze cancerogene, con aumento delle relative quantità limite e ridotte le quantità limite per le sostanze pericolose per l'ambiente ed è stata fornita una nuova definizione per le sostanze esplosive ed i nitrati d'ammonio e potassio.

Per quanto riguarda le funzioni provinciali in materia, essendo stato abrogato il terzo comma dell'art.5 del decreto 334/99, viene meno l'obbligo, da parte del gestore, di presentare alla Provincia una relazione contenente le informazioni relative al processo produttivo, alle sostanze pericolose presenti, alla valutazione dei rischi di incidente rilevante, all'adozione di misure di sicurezza appropriate, all'informazione, formazione, addestramento ed equipaggiamento di coloro che lavorano in sito, nonché la scheda di informazione di cui all'allegato V (Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori).
Tuttavia, è bene tenere presente che ciò non comporta l'automatica esclusione degli impianti già rientranti nell'art.5 comma tre dal campo di applicazione della normativa in argomento; infatti, come sottolineato anche dalla recente circolare emanata dalla direzione generale Polizia Locale, Prevenzione e Protezione Civile della Regione Lombardia (circ. reg n. 5 del 10 febbraio 2006, pubblicata sul BURL del 17 febbraio 2006 recante "Prime indicazioni operative di applicazione al decreto legislativo 21 settembre 2005 n.238: attuazione della direttiva 2003/105/CE che modifica la direttiva 96/82/CE sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose") "I soggetti già rientranti nel campo di applicazione dell'articolo 5 comma 3 del d.lgs. 334/99, abrogato dal d.lgs. 238/2005, dopo aver attentamente verificato i quantitativi dichiarati nella più recente Scheda di Valutazione Tecnica o Scheda di Informazione ai cittadini e lavoratori presentata rispetto alle nuove soglie, per effetto delle modifiche potranno rientrare in uno dei 3 seguenti casi:

  • assoggettabilità all'articolo 5 comma 2 del d.lgs. n. 334/99;
  • assoggettabilità all'articolo 6 e 7 del d.lgs. n. 334/99;
  • assoggettabilità all'articolo 8 del d.lgs. n. 334/99.

Nel ricordare la piena efficacia degli articoli 2 comma 3 e art. 5 comma 2 del d.lgs. 334/99, si raccomanda di comunicare, in tutti i casi, la nuova posizione di assoggettabilità alla Provincia, al Comune e alla Giunta Regionale".