Altri strumenti urbanistici

Nella legge di sistema quale la legge regionale 12/2005, il passaggio alla fase ordinaria , richiede in genere tempi lunghi e una fase di adattamento, si tratta infatti di mutare prassi amministrative ormai consolidate,  e di innovare il bagaglio culturale di un gran numero di operatori pubblici e privati.
A tal fine la legge regionale 12/2005, ha previsto una specifica disciplina cosiddetta norma transitoria (art.25), che costituisce un veo e proprio ponte di passaggio tra la vecchia e la nuova normativa.
Tale norma si pone innanzitutto l'obiettivo di spingere i Comuni ad un sollecito adeguamento della loro strumentazione urbanistica generale alle previsioni della legge, e dunque di dar corso alla sostituzione dei loro Piani regolatori (PRG), con il Piano di Governo del Territorio (PGT), prevedendo a tal fine l'inefficacia dei PRG se a tale sostituzione non si sia provveduto entro quattro anni dalla entrata in vigore della nuova legge.

La legge introduce, poi,  per tutti i Comuni alcune limitazioni al loro potere di attuare e di modificare i PRG vigenti. In particolare, la norma transitoria citata, come modificata e integrata dalla legge regionale 12/2006, dispone che fino alla approvazione di tutti gli atti di PGT, i comuni possono procedere, con elencazione avente carattere di tassatività, alla approvazione di:

  • atti di programmazione negoziata;
  • progetti regolati dalla procedura dello sportello unico per le attività produttive ex articolo 5 del D.P.R. n. 447/1998 ed articolo 97 della legge in commento;
  • varianti nei casi di cui all'art.2, comma 2, della legge regionale 23 giugno 1997 e di piani attuativi in variante con la procedura di cui all'art.3 della predetta legge regionale 23/1997;
  • varianti urbanistiche di adeguamento agli studi per l'aggiornamento del quadro di dissesto idrogeologico, predisposti secondo i criteri di cui all'art.57, comma 1, e agli studi per la definizione del reticolo idrico, previa valutazione tecnica da parte delle competenti strutture regionali in base alle rispettive discipline di settore: in tal caso la fattispecie di cui all'articolo 2, comma 2, lettera i), della l.r. 23/1997 trova applicazione senza l'eccezione prevista dalla stessa lett. i).;
  • varianti urbanistiche finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche non di competenza comunale: in tal caso la fattispecie di cui all'articolo 2, comma 2, lettera b), della l.r. 23/1997 trova applicazione anche in assenza di originaria previsione localizzativa e senza necessità di previa progettazione esecutiva.

Particolare importanza tra gli atti di programmazione negoziata, rivestono i Programmi Integrati di intervento (PII), che costituiscono nello spirito del legislatore il più utilizzato strumento di collaborazione fra pubblico e privato nel settore del territorio.
Per anni le scelte territoriali sono avvenute formalmente in base a provvedimenti assunti dalle amministrazioni comunali, che acquisiva al più l'apporto dei privati nella forma delle osservazioni. I P.I.I. sono invece il principale strumento di rottura di questo tradizionale schema, abituando l'Amministrazione Pubblica a dialogare in modo aperto e trasparente, con il privato e a valutare le rispettive esigenze  in un quadro complessivo di coerente trasformazione del territorio.
Rispetto ai PII, in questa sede è importante rilevare che essi possono continuare ad essere approvati, non solo in applicazione di un documento di inquadramento vigente che naturalmente continua a conservare la sua validità, ma anche in sua assenza qualora però il Comuni se ne doti (comma 7, art.25), con apposita deliberazione consiliare di regolamentazione della programmazione negoziata comunale.
Per quel che riguarda i progetti in variante ai sensi dello sportello unico, si ricorda che dopo la modifica del decreto 447/1998 principale norma di riferimento, operata dal decreto 440/2000, si è ampliato notevolmente il novero delle iniziative approvabili anche in variante urbanistica, con questa procedura, perché si afferma il principio che possono essere approvati progetti relativi  a tutte le attività produttive di beni e servizi. E' importante comunque rimarcare che questo procedimento speciale riconducibile allo sportello unico per le attività produttive muove obbligatoriamente da un progetto di intervento esecutivo,  e non può essere una variante urbanistica meramente localizzativa.