Piano di governo del Territorio (PGT)

 I contenuti di maggior significato della Legge Regionale per il Governo del territorio sembrano essere il superamento del vecchio modello di PRG e della zonizzazione, a favore dello strumento di pianificazione comunale più flessibile, che supera i precedenti limiti normativi per una capacità decisionale una "discrezionalità" politico-amministrativa superiore in capo ai Comuni, sia nella fase di pianificazione sia nella fase di attuazione. I piani attuativi assumono, insieme agli atti di programmazione negoziata un ruolo centrale nella strumentazione urbanistica-territoriale.

Il Piano Regolatore Generale tradizionale,viene superato e sostituito completamente dal Piano di governo del territorio, composto da tre atti: Documento di piano, Piano dei Servizi e Piano delle Regole. La cosa importante da sottolineare è che questi tre atti di piano distinguono in modo molto marcato le parti (non più zone) del territorio comunale in aree edificate.

Il Documento di Piano non contiene previsioni che producono effetti diretti sul regime dei suoli e ha durata quinquennale, con obbligo di rinnovo alla scadenza, ed è sempre modificabile.

Il Piano delle Regole conserva una durata indeterminata. Anch'esso è sempre modificabile ma le indicazioni in esso contenute hanno carattere vincolante  e producono effetti diretti sul regime giuridico dei suoli.

Il Piano dei  Servizi infine, ha il compito di definire cosa l'Amministrazione comunale intende per servizi o strutture pubbliche e/o di pubblica utilità, perciò anche lo stato delle urbanizzazioni esistenti, stabilendo modalità e risorse per il loro potenziamento, anche con il concorso dei privati. Perciò i due strumenti (Documento di piano e Piano delle regole) si pongono su due livelli differenti anche per quanto riguarda l'efficacia delle prescrizioni in esso contenute. Il Documento di piano ha carattere strategico e si preoccupa di definire gli obiettivi che l'Amministrazione comunale intende perseguire nella gestione del territorio, anche in riferimento allo sviluppo economico-sociale. Il Documento di piano dunque è un documento polivalente, proprio perché si occupa sia della strategia di governo del territorio comunale sia di aspetti prettamente urbanistici, quali gli obiettivi quantitativi di sviluppo del territorio e la perimetrazione cartografica degli ambiti di trasformazione, definendone le modalità di intervento e il recepimento delle previsioni prevalenti della pianificazione sovraordinata. Indica inoltre le linee guida da attuare attraverso la pianificazione attuativa.

Il piano delle regole invece è cogente e conformativo della proprietà e si occupa di valorizzare e tutelare l'esistente. Il PR (Piano delle Regole) infatti definisce a livello operativo le prescrizioni urbanistiche vincolanti e conformative del regime dei suoli, dunque della proprietà, nell'ambito del tessuto urbano consoliato. Individua i nuclei di antica formazione e identifica i beni ambientali e storico-artistico-manumentali.

Il Piano dei servizi (PS), già introdotto in Regione Lombardia con la ex legge regionale n. 1 del 2001 è, come il piano delle regole, uno strumento con efficacia immediatamente prescrittivi e vincolante, non ha termini di validità e anch'esso è sempre modificabile. Esso diventa uno strumento chiave nella pianificazione comunale: ha il compito di pianificare e programmare la dotazione globale di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale, le eventuali aree per l'edilizia residenziale pubblica e le dotazioni a verde, i corridoi ecologici e il sistema del verde di connessione tra il territorio rurale e quello edificato.

Lo schema seguente riporta sinteticamente la composizione del nuovo strumento di pianificazione comunale.

 

Con la legge regionale 14 marzo 2008, n.4, sono state approvate  rilevanti modifiche alla legge regionale n.12/2005, per il governo del territorio.
Nello specifico la legge appena approvata prevede tra l'altro:

  • una disciplina speciale (art.10 bis), per i Comuni con popolazione inferiore o pari a 2000 abitanti, incentrata sulla previsione di un'approvazione congiunta in un unico atto valido a tempo indeterminato, del documento di piano, del piano dei servizi e del piano  delle regole; si trata di una disciplina obbligatoria salvo che per i PGT già adottati alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni;
  • la possibilità per i Comuni con popolazione compresa tra 2001 e 15.000 abitanti di avvalersi di contenuti semplificati, in base a una previsione di legge (art.7, comma 3 riformulato), e alla concreta definizione di criteri rimandata ad apposita deliberazione di Giunta regionale, sentitala Commissioneconsiliare;
  • la trasmissione alla Provincia, da parte dei comuni, anche del piano dei servizi e del piano delle regole, fermo restando che la valutazione di compatibilità del PGT rimane circoscritta al solo documento di piano

A dicembre 2005 e marzo 2006,la Giunta Regionaleha inoltre deliberato l'approvazione di alcuni dei criteri attuativi previsti dalla legge regionale 12/2005. Questi documenti, forniscono agli Enti Locali le linee guida e gli indirizzi per l'applicazione della legge nei suoi diversi aspetti. Le tematiche affrontate, che potranno essere ulteriormente sviluppate con successivi approfondimenti tecnici, riguardano:

  1. Modalità per la pianificazione comunale (D.G.R. N. 8/1681 - 29/12/2005): il documento fornisce, in attuazione dell'art. 7 della legge regionale 11 marzo 2005, n.12., indicazioni generali, valide per tutti i Comuni della Lombardia e potrà essere integrato alla luce delle esperienze e delle eventuali criticità che emergeranno nelle prime fasi di realizzazione della nuova pianificazione. Resta inoltre aperto lo spazio per applicazioni specifiche, adatte alle peculiarità territoriali dei singoli Comuni.
  2. Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio (D.G.R. N. 8/1566 - 22/12/2005): il documento fornisce le linee guida per la prevenzione del rischio idrogeologico attraverso una pianificazione territoriale compatibile con l'assetto geologico, geomorfologico e con le condizioni di sismicità del territorio a scala comunale, in raccordo con le disposizioni dell'art. 57 della l.r. 12/2005. I criteri contenuti perfezionano le precedenti direttive in materia, dettate dalle deliberazioni della Giunta regionale n. 5/36147/1993, n. 6/37918/1998 e n.7/6645/2001, e dalla l.r. n. 41/1997, in seguito abrogata dalla legge 12/2005. In base a tali direttive, dal 1993 ad oggi, il 73% circa dei Comuni lombardi ha realizzato lo studio geologico di supporto e guida alla pianificazione per il proprio territorio.
  3. Valutazione ambientale di piani e programmi (VAS) (D.G.R. N. 8/1563 - 22/12/2005): Il documento costituisce la proposta della Giunta Regionale per la completa attuazione della direttiva 2001/42/CE in materia di valutazione ambientale degli strumenti di pianificazione e programmazione (Valutazione Ambientale Strategica), in attuazione dell'art. 4 della legge regionale 12/2005 per il Governo del Territorio. Questa proposta è stata trasmessa al Consiglio regionale che procederà alla sua definitiva approvazione.