Tutela paesistica

Il processo di progressiva antropizzazione del territorio iniziato con la rivoluzione industriale di fine 800, passato per il "boom economico" degli anni 60 e non ancora arrestatasi ai giorni nostri insieme al progressivo abbandono del territorio agricolo, ha prodotto e produce significative trasformazioni paesaggistiche.

Il passaggio da un'economia prevalentemente agricola a quella prevalentemente industriale, ha avuto come conseguenze una serie di cambiamenti con risvolti quanti-qualitativi paesaggistico-territoriali, riassumibili in linea di massima in:

  • un significativo aumento della popolazione, e una variazione della sua collocazione sul territorio dovuta a una totale redistribuzione di addetti per settore;
  • un conseguente significativo aumento dell'urbanizzazione complessiva e dell'infrastrutturazione generale;

La trasformazione paesaggistica territoriale apportata da tali cambiamenti ha tuttavia prodotto un diffuso degrado sui paesaggi agrari esistenti sia dal punto di vista quantitativo dovuto ad un crescente utilizzo del suolo agricolo per usi diversi (residenziale, industriale, terziario), sia dalla perdita di una qualità della città Tutto ciò ha a sua volta determinato anche perla Provinciadi Pavia:

  • un progressivo abbandono dei terreni nei sistemi collinari e montani; una conseguente perdita di strutturazione percettiva determinata dalla progressiva distruzione o comunque dalla scarsa manutenzione degli elementi fisici che caratterizzavano la strutturazione paesistica complessiva agraria o naturale precedente. Spesso si evidenzia infatti, una sostituzione totale del tipo di organizzazione non più rispettosa di nessun criterio morfologico insediativo, dovuta alla necessità di ampliamento dei centri abitati dei fondovalle montani.
  • nei sistemi di pianura fluviale la progressiva conurbazione della città con i centri rurali una volta periferici avviene e continua ad avvenire secondo due direttrici di espansione (concentrica attorno ai nuclei urbani e rurali e lineare lungo le principali vie di collegamento tra di essi). In particolare in questi sistemi l'espansione industriale è avvenuta prima lungo le direttrici interne ed esterne alla città, poi nello spazio libero fra le direttrici. Tale distribuzione è stata giustamente definita a macchia d'olio.
  • la conseguente creazione di aree di frangia o di margine attorno alle direttrici di espansione e di insediamenti sparsi con caratteri completamente estranei alle tipologie paesistiche di riferimento, tendendo così a creare ambiti percettivi confusi in cui nessuna regola appare più evidente.
  • l'erosione dei paesaggi naturali dovuta alla progressiva antropizzazione del territorio. Tale fenomeno, essendo i paesaggi naturali situati in aree residuali, precedentemente poco trasformate dall'uso antropico per impossibilità tecnica o per inacessibilità o pericolosità dei luoghi, implica normalmente notevoli rischi di tipo idrogeologico.

La Provinciadi Pavia ha perseguito e persegue la valorizzazione paesistica sia tramite l'attuazione di  strumenti normativi generali di riferimento (PTCP), sia tramite la promozione di nuovi studi di carattere paesistico, di carattere generale o particolare atti alla previsione di normative specifiche di riferimento (Piani paesistici di dettaglio).

Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pavia cerca di ovviare alle conseguenze paesaggistico territoriali sopra citate, e alle quali la cultura urbanistica tradizionale non ha saputo dare risposta, mediante una politica di tutela e valorizzazione delle risorse esistenti (fra cui va annoverato il suolo). Le ricadute territoriali di tale politica sono chiaramente sia di natura paesistico - percettiva che di natura paesistico - ambientale.
 
A tal fine è promossa:

  • la tutela di risorse non  rinnovabilil: come ad esempio l'individuazione e tutela dei corridoi verdi esistenti;
  • la tutela degli aspetti percettivi: come ad esempio negli ambiti di consolidamento dell'attività agricola e dei caratteri connotativi (art. 33 N.T.A) dove si richiede il consolidamento e l'incentivazione dell'attività agricola in atto, sia per il suo valore produttivo che paesistico;
  • la protezione delle aree boscate ed i filari di vegetazione che hanno importanza assoluta nella strutturazione complessiva di molti tipi di paesaggio.

Il perseguimento di tali obiettivi ha anche notevoli ricadute paesistico- ambientali, in quanto permette di perseguire una politica di area vasta non più improntata esclusivamente sul concetto di protezione naturalistica di pochi ambiti territoriali (parchi, Biotopi, etc), basati su scelte e decisioni specifiche. Le azioni che si intendono integrare con l'adeguamento del PTCP alla legge regionale 12/2005 sono improntate invece sulla tutela e la salvaguardia ecologica dell'ambito territoriale complessivo, naturale e agricolo, impedendone, di fatto, il reciproco isolamento da parte del sistema antropico.