Il Decreto Ministeriale 5 Ottobre 2009 ha previsto  che in alcuni casi le Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile possano usare sirene e lampeggianti per l’espletamento dei servizi urgenti in situazioni di emergenza del tipo A-B- C, come definito all’art. 2 della L. 225/92 dove, nell’ambito del Volontariato di Protezione Civile deve ritenersi altresì compreso anche il Volontariato A.I.B.

 

Il capoverso “B” della circolare del Dipartimento della Protezione Civile n. DPC/VRE/0005876 del 25/01/2010 stabilisce con chiarezza l’ambito di applicabilità della norma.

 

L’art 1 del citato decreto ministeriale 5/10/2009 cita:

Ai sensi dell’art. 177, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall’art. 8, comma 5, del decreto-legge n. 172 del 2008, (convertito con modificazioni dalla legge n. 210 del 2008) l’uso dei dispositivi acustici supplementari di allarme e dei dispositivi supplementari di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, fissi o mobili, è consentito, per l’espletamento di servizi urgenti di istituto, ai conducenti di:

a)

autvveicoli e motoveicoli in uso al Dipartimento della Protezione civile, immatricolati ai sensi dell’art. 138 del medesimo decreto legislativo n. 285 del 1992;

b)

autoveicoli e motoveicoli adibiti ai servizi di protezione civile impiegati in caso di emergenze di cui all’art. 2, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, ivi compreso lo spegnimento di incendi boschivi.

 

              L’art. 3 del medesimo decreto ne stabilisce le condizioni d’uso:

1. Nell’ipotesi prevista all’art. 2, comma 1, lett. b), l’uso dei dispositivi acustici supplementari di allarme e dei dispositivi supplementari di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, fissi o mobili, è consentito qualora ricorrano tutte le seguenti condizioni:

a)

gli autoveicoli e i motoveicoli adibiti ai servizi di protezione civile siano impiegati in caso di emergenze, di cui all’art. 2, comma 1, della legge n. 225 del 1992, ivi compreso lo spegnimento di incendi boschivi;

b)

l’intervento delle organizzazioni di volontariato sia stato appositamente richiesto da parte delle competenti autorità di protezione civile;

c)

ricorrano le circostanze per considerare il servizio in atto come urgente ai sensi dell’art. 177, comma 1, del decreto legislativo n. 285 del 1992.

2. La richiesta di intervento di cui al comma 1, lettera b), è effettuata dall’autorità di protezione civile competente alle organizzazioni di volontariato mediante comunicazione scritta.

Qualora sussistano ragioni di somma urgenza, la predetta richiesta può essere effettuata per le vie brevi ed è confermata in forma scritta entro le successive 48 ore: in tali ultimi casi, il conducente aderente alle organizzazioni previste all’art. 2, comma 1, lett. b), sottoscrive apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatta secondo il modello allegato al presente decreto, del quale costituisce parte integrante.

3. La comunicazione o la dichiarazione di cui al comma 2 sono esibite all’atto del controllo da parte delle autorità di polizia stradale previste all’art.12, comma 1, del decreto legislativo n. 285 del 1992.

La circolare del Capo del Dipartimento citata in premessa evidenzia come in caso di utilizzo contemporaneo dei dispositivi acustici e visivi, nell’ambito di interventi in emergenza il conducente possa non osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione stradale.

Va segnalato tuttavia che l’uso di sirena e lampeggiante non preserva il conducente del veicolo dal rispondere personalmente di danni cagionati a persone o cose e pertanto ogni manovra in emergenza DEVE essere svolta nel rispetto delle regole di comune prudenza e diligenza.

Appare quindi evidente che il rispetto di tali regole non può prescindere dalla necessità di adeguare il proprio comportamento alle condizioni del traffico e metereologiche in cui il veicolo e il conducente si trovano ad operare.

Si invitano pertanto i conducenti dei veicoli a prestare massima attenzione delle norme indicate e ad evitare di creare condizioni tali che possano costituire pericolo per la propria e l’altrui incolumità:

 

  • rallentare ed eventualmente fermarsi alle intersezioni semaforiche;
  • rallentare ed eventualmente fermarsi agli incroci in cui si deve osservare l’obbligo di dare precedenza
  • moderare la velocità all’interno dei centri abitati

sono regole che pur non essendo previste dalla normativa e dalla stessa circolare del Capo del Dipartimento sono parte di quella comune prudenza e diligenza che vanno sempre e comunque applicate.